OSTEOPATIA e BPCO (BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva) 

Cosa può fare l’osteopatia nella BPCO? Siamo abituati a considerare l’osteopatia un valido strumento in patologie muscoloscheletriche come la lombalgia e cervicalgia, quindi cosa può fare l’osteopatia in una patologia strettamente polmonare? Si, perchè la BPCO è un acronimo che sta per BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva, una patologia caratterizzata da infiammazione cronica delle vie aeree che riduce il passaggio dell’aria e quindi la capacità respiratoria. Il quadro è dominato da produzione di muco e dispnea (difficoltà respiratoria) e spessissimo i pazienti necessitano di ossigenoterapia. Mi sembra superfluo sottolineare che il tabagismo è un importante fattore di rischio per questa patologia. In Italia è al 7° posto in termini di costi ospedalieri, superando asma, polmoniti e pleuriti. Fatta questa premessa torniamo alla domanda iniziale: cosa può fare l’osteopatia in una patologia strettamente polmonare?

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Aggiornamento continuo in osteopatia (dal passato) – 1

“L’osteopatia è anatomia, anatomia e anatomia” 

 

Tutti gli osteopati ricordano nitidamente questa frase di Andrew Taylor Still, il padre fondatore dell’osteopatia. La triplice ripetizione della parola ‘anatomia’ rende questa frase un mantra… mantra che inneggia allo studio del corpo, che per estensione significa ‘studio’ in generale.

Mi ha emozionato (e per questo ve la condivido) la corrispondenza con la triplice ripetizione “ascoltare, ascoltare e ascoltare” incontrata nel libro ‘La vita in movimento’ di un altro grande dell’osteopatia, Rollin Becker. Mantra altrettanto importante, soprattutto per i “teorici” e iper-razionali come me.

 

Questo speculare suggerimento ci suggerisce, forse, quello che deve essere l’osteopatia: teoria e pratica, razionalità e intuizione, linearità e complessità, appunto: “anatomia” e “ascoltare”.

 

p.s. = la recensione de ‘La vita in movimento’ di Rollin Becker arriva fra due mesio circa… ancora un pochino di pazienza!

 

 

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A cura di Giandomenico D’Alessandro

Consigli di lettura: La complessità in medicina – Paolo Bellavite

Ormai mi sono arreso: la parola complessità sta diventando una delle mie preferite, al pari di ‘interocezione’, ‘sensitizzazione’, ‘allostasi’ e ‘placebo’ e nella mia testa sta cominciando a prendere forma un paradigma clinico che le mette insieme… ma devo ancora studiare tanto sulla complessità, anche perché rappresenterà la prossima grande innovazione da introdurre nella pratica clinica in osteopatia.

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