L’OSTEOPATIA FASCIALE INCREMENTA L’ELEVAZIONE IN PALLAVOLISTI SEMIPROFESSIONISTI

Lasciamo per un momento il mondo clinico, per affarciarci per un momento nel mondo sportivo con questo curioso studio pubblicato l’anno scorso su ‘Experimental and therapeutic medicine’ dai colleghi Andrea Buscemi, Alessandro Rapisarda e Carmelo Provazza del Centro Studi e Ricerche d’Osteopatia Italiano (CSdOI) di Catania, insieme a ricerctori dell’università di Catania, centro neurolesi Bonino Pulejo e l’unversità degli studi di Enna “Kore”. 

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OSTEOPATIA e BPCO (BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva) 

Cosa può fare l’osteopatia nella BPCO? Siamo abituati a considerare l’osteopatia un valido strumento in patologie muscoloscheletriche come la lombalgia e cervicalgia, quindi cosa può fare l’osteopatia in una patologia strettamente polmonare? Si, perchè la BPCO è un acronimo che sta per BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva, una patologia caratterizzata da infiammazione cronica delle vie aeree che riduce il passaggio dell’aria e quindi la capacità respiratoria. Il quadro è dominato da produzione di muco e dispnea (difficoltà respiratoria) e spessissimo i pazienti necessitano di ossigenoterapia. Mi sembra superfluo sottolineare che il tabagismo è un importante fattore di rischio per questa patologia. In Italia è al 7° posto in termini di costi ospedalieri, superando asma, polmoniti e pleuriti. Fatta questa premessa torniamo alla domanda iniziale: cosa può fare l’osteopatia in una patologia strettamente polmonare?

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