L’OSTEOPATIA FASCIALE INCREMENTA L’ELEVAZIONE IN PALLAVOLISTI SEMIPROFESSIONISTI

Lasciamo per un momento il mondo clinico, per affarciarci per un momento nel mondo sportivo con questo curioso studio pubblicato l’anno scorso su ‘Experimental and therapeutic medicine’ dai colleghi Andrea Buscemi, Alessandro Rapisarda e Carmelo Provazza del Centro Studi e Ricerche d’Osteopatia Italiano (CSdOI) di Catania, insieme a ricerctori dell’università di Catania, centro neurolesi Bonino Pulejo e l’unversità degli studi di Enna “Kore”. 

I ricercatori si sono chiesti se un protocollo di tecniche fasciali mirato agli arti inferiori potesse apportare un aumento nel salto di pallavolisti semiprofessionisti. Il razionale si poggia sulla capacità della fascia di influire sulla contrazione muscolare.
 
 
COME HANNO FATTO
 
57 pallavolisti maschi semiprofessionisti con età media di 24 anni, sono stati randomizzati in due gruppi:
– gruppo osteopatia: protocollo di 13 tecniche fasciali mirate agli arti – -inferiori per 4 sedute (una a settimana)
– gruppo controllo: massaggio superficiale non-specifico.
 
 
 
MISURE 
Squatting Jump (salto a partire da una posizione fissa di squat)
Counter-Movement Jump (salto “caricato” con un contro-movimento di flessione delle ginocchia)
 
 
 
RISULTATI 
Gli atleti del gruppo osteopatia hanno visto un miglioramento statisticamente significativo nell’altezza del salto:
Squatting Jump: da 43.08 cm a 44.06 cm
Counter-movement jump: da 50.72 cm a 52.38 cm
Nessun miglioramento nel gruppo con massaggio superficiale
 
 
CONSIDERAZIONI 
Questo studio mi ha molto incuriosito, dato che non ce ne sono molti in ambito sportivo.
 
 
Ad una puntuale descrizione dell’intervento osteopatico non ha fatto seguito un altrettando puntuale descrizione del massaggio superficiale: “non-specifico” è una buona definizione (anzi, è proprio l’aggettivo che occorre utilizzare per definire un placebo (termine che non compare nell’articolo), come abbiamo scritto qui) ma occorre descrivere il protocollo del controllo. 
 
Inoltre non si capisce quante sedute di massaggio superficiale non-specifico sono state fatte.

 

Un appunto per quanto riguarda la chiarezza scientifica. Gli autori affermano che il protocollo di tecniche utilizzato nel presente studio ha una duplice applicazione nel recupero post-infortunio e nella performance sportiva. Benchè sia teoricamente condivisibile che quel protocollo di tecniche possa aiutare l’atleta post-infortunio, questa rimane solo una nostra considerazione che non deriva dallo studio in questione (che ha misurato soltanto il miglioramento nella performance sportiva). Per valutarlo serve, semplicemente, lo studio corrispondente fatto apposta.

 

Sarebbe stato interessante applicare il protocollo black-box considerando (mi si perdoni l’apparente battuta) che  TUTTO il corpo salta (ogni osteopata è in grado di fare tutte le considerazioni in base alle proprie conoscenze) e il gesto del salto in partita risente di centinaia di fattori “da capo a piedi” che se alterati possono inficiare la performance del gesto atletico. 
 
Sono tutte riflessoni che dobbiamo tenere a mente per i prossimi studi, ma per adesso (per usare un gergo sportivo) portiamo a casa questo risultato! 
 

Complimenti ai colleghi!

 

______________________________________
A cura di Giandomenico D’Alessandro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.