La tesi. Croce e delizia posta alla fine di un (più o meno serio) percorso di studi. Sulla base dell’atteggiamento verso la tesi, gli studenti si possono dividere in due gruppi:
– Quelli che prendono davvero sul serio la stesura della tesi
– Quelli che nel fare la propria tesi sembra ti stiano facendo un favore.
Lasciamo da parte i secondi e concentriamoci sui primi. Nelle scuole di osteopatia ci sono tanti studenti molto appassionati che hanno preso sul serio il proprio percorso di studio. E hanno preso sul serio anche la tesi che per loro è un qualcosa da portare a termine nel migliore dei modi.
E, infatti, creano qualcosa di fantastico.
Spesso non lo sanno perchè non hanno gli strumenti per valutare criticamente quel che stanno facendo (oppure tendono a sminuire se stessi e proprio lavoro, attitudine che ritrovo spesso nei migliori studenti). Ma vi assicuro che nel corso di questi anni ho letto tante tesi caratterizzate da contenuti e qualità considerevoli.
Altre volte, benchè la qualità dell’elaborato non fosse un granchè, intravedevo del potenziale. Sia nello studente che nella domanda di ricerca che guidava la tesi.
Alcune di queste tesi sono anche diventate delle pubblicazioni scientifiche che possiamo ritrovare su riviste indicizzate. Questo è il caso della nostra tesi di diploma del 2013 che grazie alla guida del mio mentore Francesco Cerritelli siamo riusciti a pubblicare sulla rivista ‘Frontiers in Neuroscience‘. Ve ne avevo parlato in questo articolo della rubrica ‘Evidenze scientifiche’. Purtroppo molte di queste tesi, nonostante abbiano un livello alto, non possono essere pubblicate su riviste scientifiche. I motivi sono tanti: mancata registrazione del protocollo, mancanza del comitato etico, mancaza di una perfetta pianificazione nelle fasi precedenti, alto rischio di bias metodologici… Di conseguenza la letteratura scientifica si perde un gran numero di pubblicazioni che potrebbero aiutarci nel far conoscere l’osteopatia negli ambienti scientifici.
Qui apro una piccola parentesi, che è un invito alle varie scuole di osteopatia: quando i docenti identificano alcuni studenti del primo tipo (quelli che si impegnano) perchè non pensare fin da subito alla pubblicazione della tesi (sperimentale o meno) su riviste scientifiche? Basterebbe avere da 5 a 10 docenti della propria scuola che conoscano i criteri per una pubblicazione scientifica e quindi correggere PRIMA quei problemi che vi ho descritto poche righe fa (mancata registrazione del protocollo, comitato etico, pianificazione, bias metodologici, ecc). Per carità, ci sono alcune scuole che lo fanno (a mio parere non a sufficienza) ma molte scuole che non lo fanno proprio.

Ma ora torniamo a noi. Ho sempre sentito dentro di me questa “ingiustizia”: tesi ben fatte, ma non pubblicate. Come si può ovviare a questo problema? La riposta è arrivata il 31 Dicembre 2020. Aprofittando della zona rossa dell’ultimo dell’anno, ero su Skype con il neo-collega Massimiliano Zucchi (qui la sua intervista). Max mi stava raccontando la sua tesi sperimentale: trattamento osteopatico nel disturbo d’ansia generalizzato!
“Che bel lavoro di tesi” pensavo “ci sono tanti spunti di riflessione, peccato non possa essere conosciuta da tutti gli altri osteopati…”
Lì arriva l’idea:
non posso aiutare a far pubblicare la tesi,
ma posso aiutare a diffondere
i contenuti della tesi mediante il web!
Inzialmente volevo fare delle video-interviste-chiacchierate con gli studenti ma mi sono accorto che avrei impiegato troppo tempo.
Allora ho pensato a delle interviste scritte in cui l’intervistato ha anche modo di organizzare meglio le proprie risposte.
Col passare dei mesi questa idea è maturata dentro di me. Ho capito che non aveva senso condividere solo il contenuto della tesi, ma tutto il resto. E con “tutto il resto” intendo le difficoltà incontrate dagli studenti, il loro rapporto con i tutor, le modalità con cui hanno superato determinate criticità, i feedback dei pazienti, le sensazioni che hanno provato durante tutto il progetto della tesi.
Ho pensato che la condivisione di “tutto il resto” (oltre che dei contenuti, ovviamente) avrebbe aiutato altri studenti con la loro futura tesi!
Perchè la cosa migliore che possiamo fare con l’esperienza altrui
è farla diventare la nostra esperienza!
In teoria questa cosa si potrebbe fare con tutte le tesi di osteopatia, anzi, forse nelle peggiori tesi possiamo trovare il maggior numero di lezioni da apprendere. Tuttavia, tenendo sempre a mente la distinzione degli studenti in quei due gruppi, onestamente non mi va di interagire con gente abituata a fare il minimo indispensabile.
Voglio interagire con studenti e colleghi che si impegnano.
Persone che hanno le 3 caratteristiche di un bravo studente e un bravo osteopata:
umiltà, serietà e passione.
Così eccomi qui ad inaugurare questa nuova rubrica in cui intervisto gli ormai ex-studenti ora neo-colleghi per farci raccontare sia i contenuti che “tutto il resto” della loro tesi.
Qui sotto vi lascio una sorta di “indice” che aggiornerò volta per volta.
- Gianluca Viviani – “Trattamento Manipolativo Osteopatico (OMTh) nella sintomatologia della sclerosi multipla, uno studio pilota randomizzato e controllato”
- Massimiliano Zucchi – “Trattamento manipolativo osteopatico in pazienti con disturbo d’ansia generalizzato: uno studio open label”
- Camilla Pisani – “Studio preliminare sull’efficacia del trattamento manipolativo osteopatico in donne vittime di abuso domestico”
- Bondioli Chiara, Carini Silvia, Cenini Arianna, Mandelli Anita – “Efficacia del trattamento manipolativo osteopatico (OMT) nella malattia di Parkinson in merito a mobilità, postura e cammino: uno studio preliminare randomizzato, doppio-cieco, cross-over”.
- Cecilia Pigni – “I disturbi del sonno in bambini affetti da Sindrome dello Spettro Autistico: un approccio osteopatico”
- Almachiara Vitiello – “L’ Osteopatia a supporto di una paziente affetta da
Sclerosi Multipla” - Carlotta Conegian – “Case report: l’efficacia del trattamento osteopatico nel management del dolore addomino-pelvico in paziente con endometriosi diagnosticata”
- Arianna Tarantini e Ilaria Lamonaca – “Efficacia del trattamento manipolativo osteopatico in donne con dismenorrea primaria: uno studio pilota”
- Francesco Sarchiapone e Gianluca Gaschino – “Il trattamento manipolativo osteopatico nel paziente pre-iperteso e iperteso di I grado. Studio sperimentale”
- Angela Caiaffa e Lorenza Cantera – “Trattamento manipolativo osteopatico in cani post-operatori”
- Giulia Gerio – “Efficacia della terapia manipolativa osteopatica nella sindrome dell’intestino irritabile con predominanza di stipsi. Studio randomizzato controllato”
- …
[elenco in continuo aggiornamento]
Se ritenete che dalla vostra esperienza di tesi possiamo apprendere qualcosa, contattatemi inviandomi il vostro elaborato!
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A cura di Giandomenico D’Alessandro