Una deviazione obbligata per conoscere il sistema somato-sensoriale: sistema B.
Prosegui con la lettura solo se hai letto il 6° articolo di questa serie (oppure se hai visto il 6° video). Ti ricordo che esiste la versione video di questo articolo e la trovi cliccando qui.

Nella scorsa puntata abbiamo visto quella parte del sistema somato-sensoriale chiamato sistema A.
Questa volta vediamo il sistema B che, nella parte periferica, è composto da fibre leggermente mielinizzate (fibre Adelta) e fibre nude (chiamate fibre c) completamente amieliniche, ossia non provviste del rivestimento mielinico.
A differenza delle fibre del sistema A, queste fibre non hanno dei veri e propri recettori, infatti terminano nel tessuto come terminazioni libere.
Queste terminazioni libere sono sensibili a stimoli dannosi meccanici (mi schiaccio un dito nella porta o sbatto la mano), termici (temperatura molto alta o molto bassa) e chimici quando fondamentalmente vi è infiammazione nel tessuto. Non entriamo nello specifico in questo video, li vedremo da vicino in un’altra occasione.
Le fibre Adelta trasportano le informazioni del danno tissutale immediato o che sta per avvenire.
Mi scotto con la padella, l’informazione di quel danno cutaneo è trasportata dalle fibre Adelta. Si dice che sono responsabili del cosiddetto «primo dolore» o dolore epicritico, letteralmente «molto critico», infatti è quel dolore acuto e perfettamente localizzato che sappiamo indicare precisamente.
Precisiamo che queste fibre non trasportano l’informazione dolorifica, perché il dolore dipende dall’attività corticale che avviene ai piani alti del SNC. Esse trasportano l’informazione del danno tissutale che avevamo imparato a chiamare noxa e infatti ci si riferisce a questo genere di informazioni con il termine di nocicezione, quindi trasportano un’informazione nocicettiva.
Essendo dotate di un minimo quantitativo di mielina, sono anche abbastanza veloci nel trasporto dell’informazione dalla periferia al centro (parliamo di una velocità di 3-30 metri al secondo). Ma sono più lente rispetto alle altre due fibre che fanno parte del sistema A.
Qualcuno potrebbe dire “ma non dovrebbe essere logico che l’informazione di un danno tissutale corra su binari veloci? Non è logico che le fibre che informano del danno abbiano una grossa mielinizzazione per consentire un’altissima velocità di conduzione del potenziale d’azione?”.
Quando feci questa domanda ad un prof, la risposta fu che la natura non ragiona per finalità, non è escatologica. Non so se è vero, adesso mi sono dato questa spiegazione.
Innanzitutto, è anche bene ritardare di pochissimo la trasmissione del danno perché, in termini evolutivi, spesso è più utile portare a termine un dato compito anche a costo di peggiorare il danno tissutale.
Inoltre il fine della natura non è scappare dal dolore, ma è la sopravvivenza e ad un’attenta e profonda analisi (fermati a pensare) non sono la stessa cosa. Infatti quando entriamo nello stato di fight or fly, combatti o fuggi, che aumenta le probabilità di sopravvivenza non sentiamo nemmeno il dolore di una frattura.
Dall’altro lato, pensateci: se ho un danno corporeo e devo scappare avrei più possibilità di salvarmi se è ottimizzata la risposta muscolare (perché mi permette, appunto, di combattere o fuggire) e “risposta ottimizzata” significa risposta veloce oltre che precisa, ma per essere veloce la risposta l’output motorio, deve essere veloce anche l’informazione propriocettiva, l’input sensoriale, che arriva al sistema nervoso centrale.
Se vi ricordate questo è il paradigma senso-motorio che avevamo accennato nella scorsa puntata.
Torniamo al nostro schema.
Quindi le fibre Adelta fanno parte del sistema B e sono le meno veloci fra tutte quelle mielinizzate dell’intero sistema somato-sensoriale ma sono moooolto più veloci delle loro compagne del sistema B che concludono il nostro schema.
Sono le fibre c, amieliniche, cioè senza mielina che informano il sistema nervoso centrale costantemente ma lentissimamente (massimo 2 metri al secondo che è 60 volte in meno delle fibre Aalfa).
Che informazioni trasportano?
Le fibre c informano il sistema nervoso centrale di due cose: uno, il cosiddetto “secondo dolore” o dolore protopatico quel dolore che insorge in ritardo e che riusciamo a discriminare molto tempo dopo che il danno è avvenuto, ma che non è ben definibile come invece era il dolore epicritico che è immediato e che sentiamo distintamente e che distintamente sappiamo discriminare e localizzare.
In secondo luogo, le fibre c informano costantemente il cervello dello stato metabolico delle varie parti del corpo anche quando non abbiamo alcun danno! Infatti se avessi voluto seguire un principio di importanza e prevalenza, avrei dovuto mettere al primo posto questo tipo di informazione.
Si dice che le fibre c informano il cervello dello stato interocettivo o interocezione.
Questo merita un video a parte, ma anticipiamo che sono informazioni costantemente presenti, che sebben viaggiano lentamente, non si interrompono mai. Capiamo perché sono le fibre più numerose dato il compito importante che hanno ma mielinizzarle tutte sarebbe stato impossibile perché sennò dovremmo avere dei corpi giganti (omino michelin).
Ma è anche inutile che siano veloci tanto per comunicare velocemente del danno ci stanno le fibre Adelta: è importante che le fibre c siano instancabili nel tenere costantemente aggiornato il cervello dello stato fisiologico del corpo, di quello che accade nel corpo proprio a livello metabolico di ogni singolo angolino del corpo.
Infatti quando all’esame vi chiederò “nel nostro corpo dove sono i recettori delle fibre c?” voi rispondete come risponderebbe il prof Nehuber “everywhere, dappertutto”.
Se poi volete la lode mi dovete dire “sono dappertutto, perché le fibre C sono dappertutto, infatti le fibre c non hanno dei recettori separabili dalla fibra stessa come invece accade con i 7 tipi di recettori del sistema A che sono virtualmente separabili dalla fibra di riferimento. I recettori del sistema B sono parte integrante della stessa fibra nervosa sensoriale e prendono semplicemente il nome di terminazioni libere o free endings”.
Noi prendiamo le fibre Adelta e c e le mettiamo nel sistema B che per comodità descrittiva chiameremo intero-nocicezione o solo interocezione.
Entriamo nel sistema nervoso centrale e diciamo che le fibre Adelta e c fanno sinapsi nelle lamine 1 e 2 del midollo spinale (in piccola parte vanno anche sulla lamina 5 dove già si incontreranno con le fibre del sistema A che avevamo visto nello scorso video). Dalle lamine 1 e 2 parte il fascio spino-talamico laterale che fa sinapsi nel tronco dell’encefalo (nominiamo solo nucleo parabrachiale), da qui si passa per il talamo e si arriva (principalmente) a livello della corteccia anteriore del cingolo e sul lobo dell’insula.
E questo era il sistema B. che ci permette di terminare lo schema del sistema somato-sensoriale.
Nel prossimo breve contenuto faremo un esempio scottante per vedere all’opera tutte le fibre dei sistemi A e B del sistema somato-sensoriale.
Potete vederlo in formato video o in formato articolo.