OSTEOPATIA nel PREMATURO: un’altra evidenza scientifica!

L’OSTEOPATIA migliora la FREQUENZA CARDIACA e la SATURAZIONE D’OSSIGENO nei prematuri.

 

Sono già molte le evidenze scientifiche pubblicate in ambito neonatologico, e in particolare in quello della prematurità. L’inzio del 2020 ci porta un altro studio che conferma la bontà del trattamento osteopatico nel sostenere la salute dei prematuri, e per la precisione i parametri di frequenza cardiaca (FC) e saturazione parziale di ossigeno (SpO2).

I ricercatori osteopati protagonisti di questo studio li conosciamo già molto bene, perchè protagonisti di altri studi: Andrea Manzotti, Francesco Cerritelli, Erica Lombardi, Simona La Rocca, Marco Chiera, Matteo Galli e il neonatologo Gialuca Lista dell’ospedale Buzzi di Milano.

 

MISURAZIONI

Come già accennato, le misurazioni hanno riguardato la frequenza cardiaca e la saturazione parziale di ossigeno, registrati mediante pulsossimetro posizionato sul dorso del piede destro del neonato.

Le misurazioni sono state effettuate:

  • PRIMA dell’intervento (5 minuti)
  • DURANTE l’intervento (10 minuti)
  • DOPO l’intervento (5 minuti)

 

 

COME HANNO FATTO

96 preamaturi (33 ± 4.3 settimane di gestazione; peso medio alla nascita di 2067 ± 929 grammi) hanno completato lo studio. I prematuri sono stati divisi in due gruppi

  • Gruppo di trattamento osteopatico: sono state utilizzate tecniche indirette tra cui tecniche craniali, funzionali e bilanciamento delle tensioni ligamentose (durata 10 minuti)
  • Gruppo di tocco statico: l’operatore manteneva una mano sul dorso del prematuro per una durata di 10 minuti.

 

 

RISULTATI

La frequenza cardiaca dei neonati trattati osteopaticamete ha mostrato una riduzione statisticamente significativa tra il “PRIMA” e il “DOPO”. Nessun cambiamento significativo nel gruppo del tocco statico.

La saturazione parziale di ossigeno dei neonati trattati osteopaticamente  ha mostrato un aumento statisticamente signicficativo tra il “DOPO” e il “PRIMA”.

Nessun cambiamento significativo nel gruppo del tocco statico.

 

 

CONSIDERAZIONI

Il tocco statico e altre forme di tocco sono già state introdotte in qualche terapia intensiva neonatale perchè si è visto che aiutano il neonato prematuro. Ma è evidente che la specificità osteopatica è in grado di apportare un ulteriore beneficio rispetto al normale tocco statico.

 

Frequenza cardiaca e saturazione di ossigeno sono misure importantissime perchè sono la “spia” del funzionamento del sistema nervoso autonomo, l’unico sistema proprio del neonato in grado di regolare le propria fisiologia: il neonato non può decidere di fare meditazione per abbassare la frequenza cardiaca e non può fare respiri profondi per aumentare la saturazione d’ossigeno. Sono gli angeli custodi della terapia intensiva e le super tecnologiche incubatrici che devono provvedere a tutto.

Se l’osteopatia è in grado di dare una mano per accellerare la maturazione del SNA del prematuro, perchè non utilizzarla?

 

Infine diciamo che queste misure sono la “spia” anche dello stato di stress del prematuro inteso sia come stress ednogeno (appunto, la sua immturità) che stress esogeno (la terapia intensiva neonatale non è sempre un posto tranquillo). E se l’osteopatia migliora questi parametri vuol dire che migliora il carico di stress del prematuro stesso!

 

Ringraziamo i nostri colleghi per questi pezzetti di conoscenza che aiutano tutta la comunità ad essere conosciuta sempre più dalla medicina tradizionale!

 

Tra gli studi relativi al tema “osteopatia e prematurità” ve ne lascio qui tre!

Studio 1
Studio 2
Studio 3

 

 

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A cura di Giandomenico D’Alessandro

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