Una deviazione obbligata per conoscere il sistema somato-sensoriale: sistema A.
Visto il 5° contenuto (in formato video oppure in formato articolo?)

Per comprendere il macro-mondo clinico della sensitizzazione, è necessario capire come è strutturato il sistema somato-sensoriale dato che la sensitizzazione avviene sulle parti sensoriali del sistema nervoso.
In questo e nel prossimo contenuto vedremo il sistema somato-sensoriale che è definito come quell’insieme di elementi (appunto ‘sistema’) costituito da recettori e neuroni che si occupano di registrare e trasmettere al cervello (appunto ‘sensoriale’) tutte le informazioni corporee (appunto ‘somato’).
Il sistema somato-sensoriale ha subito una grossa modificazione nella sua classificazione dai tempi in cui il grande neurofisiologo Sherrington si è preoccupato di classificarlo.
Noi attualmente seguiamo una classificazione che trova una solida base a partire da uno studio del 1990 di Precthl e Powel ma che, purtroppo, quando va bene non è accettata da qualche addetto ai lavori, quando va male non è nemmeno conosciuta.
Ma a noi non importa nulla, in quanto è estremamente logica e funzionale da un punto di vista anatomico, neurofisiologico ed evoluzionistico.
Il sistema somato-sensoriale si divide in sistema A e sistema B. Ovviamente, ognuno di essi ha una parte periferica e una parte centrale. Perifericamente, il sistema A comprende le fibre molto mielinizzate, quindi sono di diametro maggiore e più veloci (la mielina, infatti, aumenta significativamente la velocità di conduzione del potenziale d’azione).
Le fibre del sistema A si chiamano Aalfa e Abeta.
Le Aalfa sono quelle in cui il potenziale d’azione ha la velocità maggiore in assoluto (da 80 a 120 m/s) e sono quelle che trasportano le informazioni propriocettive che fanno capo a 3 tipi di recettori: i fusi neuromuscolari, gli organi tendinei del Golgi e i recettori articolari. Le fibre Aalfa comunicano al sistema nervoso centrale il posizionamento delle varie parti del corpo (la postura per intenderci) o più precisamente la PROPRIOCEZIONE, che è la percezione di come il corpo è posizionato nello spazio e come sono posizionate le varie parti del corpo in relazione fra loro.
Le fibre Abeta, meno veloci (30-80 metri al secondo), comunicano al cervello le sensazioni cutanee a partire da 4 recettori cutanei (Ruffini, Pacini, Meissner e Merkel). Non quella Merkel. Questa modalità sensoriale prende il nome di ESTEROCEZIONE. Se riflettiamo, capiamo come le cose siano state fatte a regola d’arte: per il SNC è più utile l’immediatezza della propriocezione rispetto all’ESTEROCEZIONE cutanea in quanto la propriocezione è fondamentale per il movimento muscolare di attacco o fuga, fondamentale alla sopravvivenza, quindi la natura utilizza più energie (la mielinizzazione ha infatti un costo energetico oltre ad un costo fisico perché occupa spazio) dunque la natura utilizza più energie per fare in modo che la propriocezione sia l’informazione somatica più rapida a giungere al cervello così che il cervella può produrre un output motorio altrettanto veloce. Non che il potenziale d’azione che corre sulle fibre Abeta sia una lumaca, ma queste differenze sono da apprezzare per apprezzare la finalità delle cose naturali.
Qualche cultore della materia potrebbe obiettare dicendo che qualche fuso neuromuscolare (coinvolto nella propriocezione) fa capo alle fibre Abeta, non Aalfa.
O ancora, un’altra osservazione potrebbe essere che anche l’informazione cutanea esterocettiva è utile alla propriocezione.
Ad esempio: per attuare un atto motorio così raffinato come il parlare occorre prima avere una grande quantità di informazioni riguardanti il posizionamento delle labbra (quando vedremo il funzionamento di tutto il sistema nervoso, inizieremo dicendo che uno dei pilastri della neurofisiologia è il paradigma senso-motorio, cioè occorre prima avere delle informazioni in entrata per poter eseguire un preciso atto motorio, quindi l’atto motorio, inteso come output, sia del sistema somato-motore che del sistema nervoso autonomo o neuroendocrino, ci abitueremo a chiamarlo atto senso-motorio, chiusa parentesi).
Dicevamo che per attuare un atto senso-motorio così raffinato come il parlare occorre prima avere una grande quantità di informazioni riguardanti il posizionamento delle labbra. Il cervello si serve infatti della propriocezione dei muscoli orali e peribuccali ma anche dell’esterocezione cutanea delle labbra, cioè se si toccano, quanto si toccano, in quali zone, se non si toccano proprio. Solo con queste informazioni altamente precise si può eseguire un atto senso-motorio così raffinato come il parlare.
Quindi si, ci sono delle eccezioni che ci suggeriscono che le classificazioni umane non riescono mai a cogliere l’interezza e gli scopi della natura. Ma tanto noi, seguendo la famosa classificazione dell’articolo del 1990, per comodità descrittiva uniremo propriocezione ed esterocezione nel cosiddetto sistema A. Non vediamo nello specifico come funzionano i suoi 7 recettori.… diciamo che essi hanno una soglia d’attivazione bassa, quindi si attivano con stimoli veramente piccoli, e una rapida capacità di adattamento.
Aggiungiamo che, ed entriamo quindi nel sistema nervoso centrale, le fibre Alfa e Abeta del sistema A fanno sinapsi nel sistema nervoso centrale, sulle lamine 3, 4 del midollo spinale; (in piccola parte vanno anche sulla lamina 5 dove già si incontreranno con le fibre del sistema B che vediamo nel prossimo video). Dalle lamine 3-4 partono i fasci gracile e cuneato che andranno a fare sinapsi nei nuclei gracile e cuneato del troncoencefalo.
Da qui le informazioni, passando obbligatoriamente per il talamo, vanno prevalentemente (ma non solo) alla corteccia somatosensitiva primaria dove si forma quel modellino che è l’homunculus e che solo un modellino che serve a comprendere quanto rilevanti sono le parti corporee in relazione fra loro per quanto riguarda le informazioni del sistema A.
Vedremo tutte queste cose nello specifico un’altra volta perché ricordiamo che questa puntata e la prossima, ci servono solo per familiarizzare col sistema somato-sensoriale perché altrimenti non capireste che vuol dire che la sensitizzazione interessa il sistema B oppure qual è il ruolo del sistema A nell’allodinia e altre cose.
Nel prossimo contenuto (numero 6) vedremo l’altra metà del sistema somato-sensoriale: il sistema B.
Come al solito puoi scegliere se vederlo in formato video o in formato di articolo.