“Non è come pensi, è come senti!”. E se senti male?

SINTESI SEMPLICE DEL PENSIERO DI ANTONIO DAMASIO: PREPARAZIONE AI SUOI LIBRI – PARTE 4 

Una divagazione sul rapporto corpo-mente a partire dall’ipotesi del marker somatico di Damasio. 

 

“Non è come pensi, è come senti”.

Nella 3^ parte di questa rubrica avevamo nominato questa frase (più o meno famosa) in rapporto al marker somatico di Damasio. In breve: il corpo segnala (marca) i contenuti del pensiero con dei marker somatici emozionali, che solo per semplicità distinguiamo in “positivi” e “negativi”. In questo modo l’emozione suggerisce al pensiero razionale, mediante il sentire (i sentimenti) quale potrebbe essere la scelta più vantaggiosa. In questo senso avevamo già detto che se intendiamo “razionale” qualsiasi cosa “vantaggiosa” ecco che anche emozioni corporee e sentimenti, che marcano positivamente o negativamente una determinata scelta d’azione, possiamo definirli razionali.

 

Da clinico e appassionato di neuroscienze mi è sorta immediatamente una domanda:
Ci possiamo fidare sempre del sentire? In altra parole, il sentire è sempre giusto?

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Il vantaggio evoluzionistico dei sentimenti

SINTESI SEMPLICE DEL PENSIERO DI ANTONIO DAMASIO: PREPARAZIONE AI SUOI LIBRI – PARTE 3

Siamo arrivati al punto finale della comprensione della teoria di Damasio (ma non all’articolo finale). Dobbiamo capire in che modo emozioni e, soprattutto, i sentimenti sono nostri alleati per la sopravvivenza. Dobbiamo capire come è possibile che un “fatto privato” (come lo chiama Damasio) così mentale come un sentimento possa far parte della macchina omeostatica.

Questo il programma presentato nella parte zero:

– I livelli della macchina omeostatica
– Cos’è un’emozione
– Cos’è un sentimento (che emerge da un’emozione)
– Il ruolo strategico dei sentimenti nella sopravvivenza
– Sentimenti “come se” o “false rappresentazioni: una considerazione clinica

Nella parte 1 avevamo visto i primi due punti (quelli in arancione)
Nella parte 2 (verde chiaro) abbiamo visto cos’è un sentimento, definendolo la rappresentazione cosciente di un’emozione. Abbiamo anche detto che possiamo possiamo anche essere consapevoli di quel sentimento se facciamo attenzione. Avevamo detto che un’emozione è la rappresentazione dello stato fisiologico corporeo. Non solo le emozioni “famose” (rabbia, tristezza, paura, ecc). Dato che in ogni istante abbiamo un corpo, ogni istante abbiamo un emozione. Essa viene rappresentata ai “piani alti” dove diventa sentimento e noi ne siamo coscienti (con l’attenzione anche consapevoli).

La Natura lascia sopravvivere solo le funzioni utili. Quel che non è utile viene semplicemente abbandonato nel corso dell’evoluzione. E l’Homo Sapiens Sapiens ha una storia abbastanza lunga. Quindi ha avuto tutto il tempo di perdere una funzione superflua come i sentimenti se si fossero rivelati inutili. Spinto da questo interrogativo e osservando criticamente i risultati dei suoi esperimenti, Damasio ha cominciato a pensare quali vantaggi evolutivi i sentimenti potessero assicurare.

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SINTESI SEMPLICE DEL PENSIERO DI ANTONIO DAMASIO – PREPARAZIONE AI SUOI LIBRI – parte 1: Livelli della macchina omeostatica + cosa sono le emozioni.

Nella parte zero avevamo illustrato il programma di questa sintesi semplificata del pensiero di Damasio:

– I livelli della macchina omeostatica
– Cos’è un’emozione
– Cos’è un sentimento (che emerge da un’emozione)
– Il ruolo strategico dei sentimenti nella sopravvivenza
Sentimenti “come se” o false rappresentazioni: una considerazione clinica

 

Iniziamo con i primi 2 aspetti, quelli di colore arancione.

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