La mente che vaga – Michael Corballis

Un bel libro ma che non parla di quello di cui dovrebbe parlare…

 

 

Premessa

 

Mettiamola così: la nostra mente può trovarsi in due stati differenti:

 

 

Quando siamo impegnati in un’attività la mente dovrebbe essere in uno stato attentivo mentre quando siamo senza far nulla la nostra mente può vagare.

 

 

Tuttavia non è sempre così, come quando, durante una lezione noiosa, possiamo ritrovarci a pensare alle cose più disparate perdendo completamente il senso del presente. Oppure come quando mentre leggiamo (una pagina o qualche riga) ci rendiamo conto di non aver capito nulla perché presi da pensieri poco attinenti… e siamo costretti a dover rileggere tutto dall’inizio.

 

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Che ora fai? – Till Roenneberg

Cronobiologia: ne hai mai sentito parlare?

 

Perché alcuni sono pimpanti la mattina e crollano la sera?

 

Perché altri studiano e lavorano meglio di notte?

 

Perché alcune persone necessitano di poche ore di sonno e altre (come me) se non dormono 8 ore diventano zombie?

 

C’è un ramo scientifico che sta a metà strada tra la biologia e la psicologia che risponde a queste ed altre domande: la cronobiologia.

 

 

Vediamo di che si tratta

 

 

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Intelligenza emotiva – Daniel Goleman

Intelligenza o intelligenze?

 

 

Quante volte persone ritenute molto intelligenti a scuola, i famosi primi della classe, si sono rivelati socialmente inadeguati?

 

 

Quanti falliscono nella vita sociale o familiare quando invece per loro si prospettava un futuro roseo e costellato di successi?

 

 

Quanto spesso ci rendiamo conto che nella vita di tutti i giorni più che della sterile intelligenza occorrono praticità, carisma, intraprendenza, ottimismo, empatia, resilienza per raggiungere gli obiettivi?

 

 

Il famigerato quoziente intellettivo pare non essere adeguato quando occorre prevedere il successo sociale, familiare o lavorativo di una persona. Perché? Perché c’è qualcosa di più importante della fredda logica e della solida memoria…

 

 

Daniel Goleman e il suo libro, “intelligenza emotiva”

 

 

 

 

Lo psicologo Daniel Goleman con un linguaggio molto semplice, privo di tecnicismi e con molti esempi di vita quotidiana, prende per mano il lettore (vi assicuro, anche quello meno preparato) conducendolo alla scoperta dell’intelligenza emotiva.

 

 

L’intelligenza emotiva parte dalla capacità di riconoscere l’emozione che si sta sperimentando, di saperla gestire, di capirne l’origine e a cosa sta per portare. Questo consente di capire le emozioni altrui aprendo alla possibilità di un dialogo che possa prevenire i conflitti. A questo si aggiunge la competenza dell’ottimismo.

 

 

Si, l’ottimismo è una competenza e come tale si può imparare.

 

 

Questo presto porta alla perseveranza, allo capacità di perseverare finalizzata al raggiungimento di un obiettivo, qualunque esso sia. Ecco che si arriva al successo, non solo lavorativo, sociale o familiare, ma il successo inteso come il raggiungimento di qualcosa che ci rende felici e che, se parte dall’intelligenza emotiva, rende felici anche gli altri.

 

 

Goleman racconta il celebre episodio del test di marshmellow. Lo conoscevi? Si presentano a dei bambini dei marshmellow e gli si dice “puoi anche mangiarlo subito, ma se aspetti quando torno te ne porto un altro e ne potrai mangiare due. Se quando me ne vado lo avrai mangiato non ne avrai altri”.

 

 

Si è visto che i bambini in grado di resistere alla tentazione (anche distraendosi in maniera originale) da asuldi raggiungono un successo maggiore rispetto ai bambini che falliscono il test.

 

 

La capacità di ritardare la gratificazione in funzione di un obiettivo più grande spostato nel futuro è un’abilità che appartiene al campo dell’intelligenza emotiva.

 

 

Ovviamente questa era solo una piccola finestra sull’intelligenza emotiva.

 

 

L’intelligenza emotiva è trasversale a molti ambiti perché sono tutti ambiti in cui è presente l’essere umano col suo pensiero e col suo ragionamento. Infatti, questo libro spazia dalla sociologia alla filosofia, dalla psicologia alla criminologia, dallo sport alla pedagogia, dall’economia alla politica, avendo come punto fisso il cervello.

 

 

Questa recensione mi emoziona parecchio. Infatti è stato il primo libro che ho letto che aveva a che fare con il cervello. Era il 2008 e da allora non mi sono mai fermato. Con questo libro realizzai che avrei dovuto studiare il cervello, in particolare le neuroscienze se avessi voluto capire qualcosa in più sull’uomo, come pensa e come agisce negli infiniti scenari possibili  che la vita propone.

 

 

Punti di forza e di debolezza di ‘intelligenza emotiva’

 

 

I punti di forza di questo libro sono senza dubbio:

 

Spiegazioni chiare, senza tecnicismi e dettagli superflui, elemento essenziale per chi si approccia all’argomento per la prima volta.

 

Goleman abbonda con gli episodi e gli esempi pratici. Il tutto narrato con pathos, elemento che permette un ricordo indelebile delle varie storie.

 

Episodi e frasi di questo libro stimolano il lettore a pensare alla propria situazione e, quindi, ad un immediato esame di coscienza.

 

 

Per quanto riguarda i punti di debolezza, posso dire di averne colto solo uno. Ma l’ho colto a distanza di molti anni da quella prima lettura del 2008.

 

 

Agli occhi di un esperto della materia, il libro può apparire ridondante e prolisso in alcuni passaggi e un po’ grossolano nelle approssimazioni delle aree cerebrali.

 

 

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A cura di Giandomenico D’Alessandro