Aggiornamento continuo in osteopatia (dal passato) – 2

A fine trattamento una paziente mi dice “Era come se le tue mani non ci fossero, come se facessero parte del mio corpo”.

Le dico che questa sua sensazione ha un corrispettivo anche dal punto di vista di noi operatori, che noi chiamiamo “perdere i confini delle mani”.

Aggiungo “quando accade è certamente positivo; a tal proposito, proprio recentemente ho letto qualcosa in un libro di uno dei più grandi osteopati della tradizione”
per lì non l’ho trovato…
…mi dice “Vorrei leggerlo, quando lo trovi appuntalo così me lo fai vedere la prossima volta”.

L’ho ritrovato. E la frase successiva (che avevo già dimenticato!) è altrettanto importante.

 

Questa esperienza mi ha fatto pensare ‘che significato clinico e neurobiologico ha quella precisa sensazione?’

 

Non ho alcuna risposta. Qualcuno di voi ha qualche idea?

 

p.s. = la recensione di questo libro arriverà fra un mesetto circa!

 

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A cura di Giandomenico D’Alessandro

OSTEOPATIA e BPCO (BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva) 

Cosa può fare l’osteopatia nella BPCO? Siamo abituati a considerare l’osteopatia un valido strumento in patologie muscoloscheletriche come la lombalgia e cervicalgia, quindi cosa può fare l’osteopatia in una patologia strettamente polmonare? Si, perchè la BPCO è un acronimo che sta per BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva, una patologia caratterizzata da infiammazione cronica delle vie aeree che riduce il passaggio dell’aria e quindi la capacità respiratoria. Il quadro è dominato da produzione di muco e dispnea (difficoltà respiratoria) e spessissimo i pazienti necessitano di ossigenoterapia. Mi sembra superfluo sottolineare che il tabagismo è un importante fattore di rischio per questa patologia. In Italia è al 7° posto in termini di costi ospedalieri, superando asma, polmoniti e pleuriti. Fatta questa premessa torniamo alla domanda iniziale: cosa può fare l’osteopatia in una patologia strettamente polmonare?

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Aggiornamento continuo in osteopatia (dal passato) – 1

“L’osteopatia è anatomia, anatomia e anatomia” 

 

Tutti gli osteopati ricordano nitidamente questa frase di Andrew Taylor Still, il padre fondatore dell’osteopatia. La triplice ripetizione della parola ‘anatomia’ rende questa frase un mantra… mantra che inneggia allo studio del corpo, che per estensione significa ‘studio’ in generale.

Mi ha emozionato (e per questo ve la condivido) la corrispondenza con la triplice ripetizione “ascoltare, ascoltare e ascoltare” incontrata nel libro ‘La vita in movimento’ di un altro grande dell’osteopatia, Rollin Becker. Mantra altrettanto importante, soprattutto per i “teorici” e iper-razionali come me.

 

Questo speculare suggerimento ci suggerisce, forse, quello che deve essere l’osteopatia: teoria e pratica, razionalità e intuizione, linearità e complessità, appunto: “anatomia” e “ascoltare”.

 

p.s. = la recensione de ‘La vita in movimento’ di Rollin Becker arriva fra due mesio circa… ancora un pochino di pazienza!

 

 

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A cura di Giandomenico D’Alessandro