(Ancora) a lezione da Rollin Becker

Nota: qui Rollin Becker parla degli esiti del colpo di frusta, ma possiamo estendere questo passaggio a tutte le lesioni. Possiamo anche estendere il ragionamento a tutta la fisiologia corporea, non solo alle “pompe fasciali”.

Adoro almeno 4 elementi di questo passaggio:
Quel viscerale senso di “ingiustizia” del clinico, quando per esperienza rifiuta la dicitura “cronico” nel suo significato di “inguaribile”.
– La sorpresa del clinico di fronte a miglioramenti inaspettati.
– L’onestà intelletuale e la capacità di auto-analisi del clinico rispetto ai due errori più tipici.
– La certezza e la fiducia (concentrate in quel finale “assiomatica”) del clinico nella possibilità di guarigione.

Adoro questi passaggi perchè attendo che maturino in me per arrivare ad essere il clinico che voglio diventare.

Sto per terminare ‘La vita in movimento’, più che lettura direi una contemplazione: questo libro (di cui qui trovate la recensione) è aperto sul mio leggio da 19 mesi, e l’ho letto “meditandolo” molto lentamente, un poco alla volta… ma sento la necessità di riprenderlo dalla prima pagina…

 

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A cura di Giandomenico D’Alessandro

Leggere, che passione! Letture di Settembre-Ottobre2020

Settembre-Ottobre: nessuna lettura di osteopatia nè di neuroscienze. Cosa mi sta succedendo? 
 
 
 

‘Il lato attivo dell’infinito’, 11° e penultimo libro di Castaneda che riassume gli elementi principali del suo apprendistato con l’antropologo don Juan. Col passare dei libri si è un po’ spento quell’entusiasmo iniziale ma sentirei di consigliare la lettura dei primi 4-5 libri di questo percorso che porta Castaneda a “trasmutare i sensi” per percepire una realtà separata.

 

‘Da zero a uno’, di Peter Thiel uno che ne sa un bel po’ sulle startup (essendo stato tra le altre cose, co-fondatore di PayPal); oltre a dare un’infarinatura generale su tutti gli errori che si possono commettere, sulle dinamiche interne, sui processi di crescita, l’autore analizza le modalità con cui si possa centrare il nuovo nel business, superando il concetto di “cambiamento incrementale” (passare da 1 a 10 o da 1 a 100), ma andando, appunto, da 0 a 1. Un libro molto consigliato per chi cerca di fare quel salto di qualità in ottica business.

 

‘La mucca viola’, di un altro imprenditore: Seth Godin. Un libro che non ho capito (nemmeno nell’impostazione, dato che è una sorta di “stream of counsciousness” sul marketing) e che non mi ha lasciato nulla. Ho capito solo che dovremmo andare alla ricerca della mucca viola, di quell’elemento unico, particolare e extra-ordinario. Ma il resto è tutto confuso (sarà colpa mia?)

 

‘Armi, acciaio e malattie’, un saggio del 1997 di Jared Diamond, che ha contribuito a convincere i rimasti che credevano ad una qualche superiorità di alcune “razze” o popoli su altri. Sia chiaro, non era quello il fine del saggio, che invece parte dalla domanda “perchè alcuni popoli hanno conquistato il mondo e altri no?”. La tesi, brillantemente dimostrata da contaminazioni di tutte le scienze, è la seguente: alcuni popoli sono stati più fortunati di altri in termini di situazione territoriale (orografia, orientamento cardinale dei continenti, clima, piante, animali e risorse a disposizione) per cui quei popoli hanno semplicemente “premuto sull’accelleratore” dell’evoluzione socio-culturale-economica e quindi militare. Un libro stra-stra-stra consigliato (ah, che ha vinto il premio Pulitzer per la saggistica)

 

‘Il fuorilegge’, del ex sindaco Mimmo Lucano, famoso per il cosiddetto “modello Riace”, che ha permesso di trasformare il “problema” dei migranti in una risorsa per un piccolo paese calabrese che, come molti altri paesi, stava morendo a causa della fuga dei giovani e l’innalzamento dell’età media. Il libro, grazie alla forza delle storie, illustra quel piccolo miracolo di Riace, inserito fra capitoli che raccontano delle basi socio-culturali di Lucano, dei tanti compagni di vita, delle stragi mafiose di quella difficile terra calabrese e delle peripezie politiche (vecchie e nuove). Ho acquistato il libro mosso dall’emozione che ho provato durante l’incontro con l’autore tenutosi a Conversano sul finire dell’estate. Vi auguro di ascoltarlo dal vivo perchè Mimmo Lucano è un uomo buono, idealista (nei pensieri e nelle azioni), un politico di cui ogni paese, città, nazione avrebbe bisogno e sentire dalla sua bocca tutta la storia, le infamanti accuse ricevute, i sacrifici e le rinunce, mi ha commosso perchè Lucano rappresenta la speranza che gente così possa ancora occupare posti nella “res pubblica”.

 

Ci vediamo alla fine dell’anno con i libri dell’ultimo bimestre!
 
Buona lettura!

“Trattami come se fossi un neonato” A.W.

Sala d’aspetto.
Luglio 2020. Due mesi prima che E. compisse 94 anni e mese in cui A. ha compiuto 5 mesi

Con E. avevo appena finito il trattamento, ed ero pronto ad iniziare la seduta con A. Nel giro di pochi minuti mi son trovato in un vertiginoso salto clinico di quasi un secolo

A distanza di un secolo cambia tutto: differenti problematiche, differenti qualità del tessuto corporeo, del range di movimento e di “idea” di simmetria corporea, differenti direzioni di crescita, addirittura un differente concetto di “normalità”.

Ma se si riesce a mettere da parte le differenze, si può notare quella cosa che rimane identica, anche a distanza di quasi un secolo: l’ESSERE IN VITA, che possiamo vedere in maniera biomedica come la presenza di una FISIOLOGIA corporea che, se riflettiamo attentamente, è la responsabile della capacità di GUARIGIONE

E noi osteopati con quella fisiologia sappiamo interagire (più o meno abilmente), infatti non cambiano i nostri principi di trattamento per ingaggiare biologicamente la capacità di autoguarigione

In quella occasione ho avuto la possibilità di apprezzare la somiglianza fisiologica. Non le differenze.

Al di là delle “specializzazioni” un osteopata dovrebbe saper interagire con tutte le tipologie di pazienti perchè la fisiologia è fisiologia sempre. Non dico che tutte le tipologie di pazienti siano facili oppure che io lo sappia fare. E capisco pure che ci possano essere delle “preferenze”… Dico solo che lo stesso elemento è presente in tutti i pazienti e siccome noi ingaggiamo quell’elemento dovremmo saper passare dallo sportivo al sedentario, da quello che non si rilassa a quello che si addormenta dopo 10 secondi, dall’anziano al neonato.

Ora comprendo un po’ di più la frase che un’anziana Anna Wales rivolse a Jim Jealus prima che lui la trattasse “Trattami come se fossi un neonato”.

E la foto che ha “memorizzato” questo incontro è qui a ricordarmelo

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A cura di Giandomenico D’Alessandro