QUANTI SONO GLI OSTEOPATI ITALIANI? QUALE TITOLO PREGRESSO HANNO? COME SONO DISTRIBUITI IN ITALIA? QUANTO SI AGGIORNANO? LAVORANO DA SOLI O STRINGONO COLLABORAZIONI?
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Tutte quelle elencate sopra, sono domande importanti: avere i dati precisi e oggettivi degli osteopati italiani è cruciale perchè:
- Rende noi stessi consapevoli dello “stato” dell’intera categoria (magari ‘sta cosa potrebbe aiutare a farci sentire più uniti, chissà!)
- L’osteopatia ha avuto una rapida diffusione negli ultimi anni (un sondaggio di Eumetra su un campione rappresentativo di 800 indiidui ha permesso di stimare che 10 milioni di italiani si sono rivolti all’osteopata almeno una volta. Quindi è importante capire come siamo messi in Italia, anche perché non tutti gli osteopati sono tali perché usciti da un percorso definito adeguato secondo gli standard del famoso documento del 2010 dell’organizzazione mondiale della sanità Benchmarks for Training in Osteopathy che dicono che per diventare osteopatia occorrono 4,200 hours incluso un minimo di 1,000 hours of supervised clinical education.
- Avere dati attendibili relativamente all’intera categoria permette di facilitare il dialogo con la classe politica
Eravamo indietro rispetto ad altri paesi, ma lo sforzo congiunto del ROI Registro degli Osteopati d’Italia e di COME Collaboration, insieme alla collaborazione di diversi enti e associazioni che hanno fatto da eco, da riverbero, da cassa di risonanza abbiamo colmato questo gap e quindi nel 2017 è stato creato il progetto OPERA che ha profilato gli osteopati italiani.
Nel 2019 è stato pubblicato su PLOS ONE un articolo che riassume e discute i risultati di questo sondaggio e ve l’ho raccontato in questo video su YouTube!