Dal micro-mondo neurale al macro-mondo clinico.
Questo è il video/articolo numero 3 sulla sensitizzazione.
Come al solito, per una migliore comprensione consiglio di vedere il video su YouTube, cliccando su questo link.
Abbiamo detto che la sensitizzazione riguarda quei neuroni che hanno a che fare con il dolore e con il danno tissutale periferico, in altre parole la sensitizzazione avviene lungo quelle vie nervose che hanno a che fare con lo stato del corpo, corpo che può subire un qualsiasi danno.
Ecco perché la sensitizzazione viene definita anche memoria del danno.
Dato che “danno” in latino si dice “noxa” la sensitizzazione viene anche chiamata memoria della noxa oppure memoria nocicettiva. “Nocicezione”… cominciamo a mettere insieme i pezzi…
Qualcuno sa già che le vie neurali della noxa e del dolore sono le stesse dell’interocezione. Infatti la nocicezione è una modificazione qualitativa e quantitativa dell’interocezione.
Anzi, questa è un’opinione strettamente personale quindi prendetela con le pinze, secondo me se affiniamo la nostra consapevolezza basata sia sulle conoscenze teoriche che sull’esperienza clinica potremmo arrivare a parlare di sensitizzazione interocettiva.
Anche qui, ci torneremo un’altra volta.
Perché ad un osteopata e in generale ad un clinico deve interessare la facilitazione?
Perché la stragrande maggioranza dei fenomeni che incontriamo nella pratica clinica, compresi i 3 esempi clinici che avevamo esposto nel primo video/articolo (clicca qui per video e qui per articolo), li possiamo considerare come la conseguenza dei fenomeni neuronali di sensitizzazione.
C’è chi non è d’accordo con questa visione e noi lo facciamo fuor, no schezo, per esempio il professor Cervero sostiene che non possiamo fare questo parallelismo e che dobbiamo stare attenti al GAP tra il micro-mondo dei circuiti neurali e il macro-mondo della clinica.
Quella che vedete in basso è una slide presa dalla presentazione che il professor Cervero ha tenuto qualche tempo fa a Pescara. Cervero suggerisce di usare la parola «sensitizzazione» esclusivamente per i fenomeni del micro-mondo neurale. Questa la chiameremo “visione esclusiva”.

Ma ci sono altri studiosi (come Sandkhuler) che sono d’accordo nel considerare senza troppi problemi che il macro-fenomeno clinico dipende dal micro-fenomeno neurale, quindi nella parola sensitizzazione possiamo includere anche i fenomeni del macro-mondo clinico. La chiameremo “visione inclusiva”.
Noi siamo scientificamente romantici nel senso che sappiamo cogliere una corrispondenza tra i fenomeni che avvengono a livelli dimensionali diversi, quindi non solo accetteremo la «visione inclusiva» ma proporremo la cosiddetta «visione estensiva».
Concludendo, mentre in questi primi 3 video/articoli abbiamo introdotto la sensitizzazione, abbiamo dato varie definizioni e l’abbiamo conosciuta nel micro-mondo neurale, adesso esploreremo il macro-mondo, ossia le manifestazioni cliniche della facilitazione.
Ma prima, nel prossimo video/articolo, dovremo capire la differenza tra sensitizzazione periferica e centrale.
Guarda il prossimo video/articolo in formato video e in formato articolo!
