OSTEOPATIA e COSTIPAZIONE CRONICA nella SINDROME DI PITT-HOPKINS
In questo case report (clicca qui per leggerlo) pubblicato quest’anno sulla rivista Case Reports in Pediatrics, i colleghi Alessandro Aquino, Mattia Perini, Silvia Cosmai, Silvia Zanon, Viviana Pisa, Carmine Castagna e Stefano Uberti dell’Istituto Superiore di Osteopatia (ISO) di Milano riportano i miglioramenti della stitichezza cronica di un bambino di 10 anni con Sindrome di Pitt-Hopkins, sindrome rara, poco conosciuta e la cui causa genetica è stata scoperta solo nel 2007!
La Sindrome di Pitt-Hopkins è caratterizzata da diversi quadri disfunzionali tra cui la stitichezza che si riscontra nel 75% dei casi. In questo caso, regime ad alto contenuto di fibre, massaggio perineale e lassativi sono risultati poco efficaci. Infatti è spesso necessario l’enteroclisma.
Cosa hanno trattato i colleghi osteopati?
I colleghi hanno fatto 6 trattamenti con frequenza settimanale. Si sono concentrati sulla regione addominale, sulla pelvi, sulla zona lombare, sul passaggio dorso-lombare, sul diaframma pelvico e anche quello toracico.
Inoltre hanno anche fatto tecniche di rilascio occipitale e sollevamento costale
I trattamenti sono stati ben tollerati e senza effetti collaterali.
Come hanno valutato la severità della stitichezza?
La severità della stitichezza è stata valutata mediante la compilazione di 3 schede. La compilazione è stata fatta dalla mamma del bambino prima, durante e dopo i trattamenti:
1. Diario della stitichezza, in cui si registrava giorno, ora, sforzo, urgenza, uso di lassativo o enteroclistere.
2. Questionario pediatrico dei sintomi gastrointestinali.
3. Bristol Stool Scale, nella versione pediatrica. Questa scala serve e valutare le caratteristiche fisiche delle feci.
Che risultati si sono ottenuti?
In primo luigi, gli atti defecatori a settimana sono passati da 1 (prima), 3.2 (durante) e 3.5 (dopo). Parliamo di valori medi.
In maniera sorprendente, dopo i trattamenti l’enteroclistere non è stato necessario.
Si è registrato un calo dello sforzo defecatorio come riportato dalle scale di valutazione. Per la precisione, si è passati da “sempre” a “talvolta”.
Di interesse anche il fatto che il muco, talvolto presente prima dei trattamenti osteopatici, non si è più presentato.
Facciamo qualche considerazione
È il primo case report che mette in evidenza quanto riscontrato in questa rarissima sindrome, quindi gli autori meritano tutti i complimenti del caso!
Gli autori affermano che la scarsa collaborazione del paziente è un limite dello studio. A mio parere, questo è un limite del trattamento ma non è un limite dello studio! Al contrario, è un punto di forza dello studio in quanto gli autori hanno dimostrato che con competenzae sensibilitàè possibile avere risultati anche con pazienti non collaboranti.
Ultima considerazione che voglio fare: cosa sarebbe accaduto se fossero stati raccolti i dati riguardanti, ad esempio, il comportamento del bambino prima e dopo? Ci sarebbero stati dei cambiamenti nel medio-lungo termine? Nulla di miracoloso, sia chiaro, ma non mi sarei concetrato soltanto sulla stitichezza. Considerato che questa è una sindrome che colpisce tutti gli aspetti (compreso quello motorio e cognitivo), sarebbe potuto venire fuori qualche miglioramento di qualche funzione motoria e/o cognitiva.
Poco male, la prossima volta staremo attenti anche questi altri aspetti!
Complimenti ai colleghi Alessandro Aquino, Mattia Perini, Silvia Cosmai, Silvia Zanon, Viviana Pisa, Carmine Castagna e Stefano Uberti dell’ISO di Milano per questa pubblicazione.
Ricorda che c’è un’intera rubrica dedicata alle evidenze scientifiche: ti basta cliccare qui per vedere tutti gli articoli!
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A cura di Giandomenico D’Alessandro