SENSITIZZAZIONE, QUESTA (S)CONOSCIUTA – Parte 2

In questo secondo articolo ti spiego le manifestazioni cliniche della sensitizzazione!

Sensitizzazione: occorre conoscerla anche in osteopatia?

 

 

Nella prima parte abbiamo visto:
– che cos’è la sensitizzazione
– quali sono gli “attori” principali
– la distinzione tra sensitizzazione periferica e centrale

 

 

In questa seconda parte, proviamo a rispondere alla seguente domanda:

 

 

 

 

La sensitizzazione esiste in ambito clinico?

 

 

Il Prof Cervero (che noi osteopati conosciamo molto bene) è uno dei massimi esperti del dolore e dice che non si può parlare di SENSITIZZAZIONE in ambito clinico perché abbiamo a che fare con pazienti e non con circuiti neurali.
Ad Aprile il bravissimo professore spagnolo (che tra l’altro è pure molto simpatico, dimostrando che si può essere dei luminari e allo stesso tempo essere “alla mano” con noi studenti) ha chiuso la sua presentazione con la slide che vedete nell’immagine qui sotto

 

 

 

 

Dice di stare attenti a traslare il concetto di SENSITIZZAZIONE dal micro-mondo dei circuiti neurali al macro-mondo della clinica.

 

 

Trovando conforto nel resto della letteratura scientifica, non sono d’accordo. Perché? Perché ogni fenomeno clinico dipende dall’attivazione di circuiti neurali e aree cerebrali che possono essere sensitizzati!
Quindi possiamo traslare tutto questo in ambito clinico cercando di ridurre quel “GAP” a cui il Prof Cervero fa simpaticamente riferimento.

 

 

Quali fenomeni rappresentano l’espressività clinica della sensitizzazione?

 

 

I fenomeni clinici che rappresentano l’espressività clinica della sensitizzazione sono:

 

ALLODINIA

 

“Uno stimolo non doloroso provoca dolore”.

 

Esempio: mi sono ustionato al sole e la maglia sulle spalle mi dà dolore. Uno stimolo normalmente non doloroso (la maglia) evoca un dolore. Non lo impariamo a memoria, ci sta l’etimologia che ci aiuta.
‘Allo’ = ‘altro’ e ‘dinia’ = ‘dolore’. Quindi una cosa che è ‘altro’ (da intendere ‘non dolorosa’) evoca dolore.

 

 

IPERALGESIA PRIMARIA

 

“Uno stimolo doloroso evoca un dolore molto più alto di quello che normalmente farebbe”.

Esempio sempre con le spalle ustionate dal sole. Se mi pungo con uno spillo sulle spalle ustionate sento un dolore 7/10. Se mi pungo nello stesso punto, con la stessa forza ma non ho le spalle ustionate allora il dolore lo sentirei normalmente 2/10.
‘Iper’ = ‘eccessivo’ e ‘algesia’ = ‘dolore’.

 

 

IPERALGESIA SECONDARIA

 

“Uno stimolo non doloroso in una zona VICINA a dove è avvenuto il danno, mi evoca un dolore molto più alto di quello che farebbe normalmente”.

 

Esempio: mi pungo in una zona che non è stata ustionata dal sole (il collo) ma anche quella zona, soltanto perché si trova VICINO alla zona scottata dal sole, mi fa sentire SECONDARIAMENTE un dolore esagerato.

 

 

IPERALGESIA DIFFUSA

 

“Uno stimolo non doloroso in una zona LONTANA dalla sede del danno, mi evoca un dolore molto più alto di quello che farebbe normalmente”.

 

È molto più rara come situazione. È come se sentissi un dolore aumentato anche quando lo spillo mi punge la gamba anche se mi sono ustionato le spalle. Indica una eccitabilità aumentata di tutto il sistema nervoso centrale!

 

 

DOLORE SPONTANEO

 

“Dolore che compare senza alcuno stimolo”.

 

Rimanendo sempre nell’esempio delle spalle scottate dal sole, il dolore mi viene anche se sto steso a pancia in giù sul letto. C’è veramente poco da spiegare: mi fa male SPONTANEAMENTE, cioè SENZA toccare la parte interessata

 

 

Per concludere

 

 

Questi sono semplici esempi. Parlerò di ogni fenomeno sopra descritto, utilizzando vari casi clinici quando mi si presenteranno, così la faccenda diventa pratica, tangibile e reale. Per esempio, qui descrivo un caso di allodinia.

 

 

Per adesso possiamo certamente notare come ognuno di questi fenomeni ha sempre un carattere di ESAGERAZIONE: ad uno stimolo minimo, corrisponde una risposta esagerata, proprio come nel neurone sensitizzato che abbiamo visto ieri!

 

 

Dunque, quando ci troviamo di fronte ad un fenomeno clinico con carattere di “esagerazione” dobbiamo quanto meno avere il dubbio che ci troviamo di fronte ad un fenomeno di sensitizzazione, o meglio (per far parzialmente contento Cervero) ad una manifestazione clinica di un processo neurologico di sensitizzazione.

 

 

Possiamo estendere la sensitizzazione anche ai fenomeni EFFERENTI? Cioè quelli mediati:
– dal SISTEMA NERVOSO AUTONOMO
– dal SISTEMA SOMATO-MOTORE

 

 

Lo vedremo nel terza parte che sarà speciale perchè è un video!

 

 


 

 

Edit del 06-06-2022

 

 

L’articolo che hai appena letto l’ho scritto ad Ottobre del 2017.

 

 

Nel frattempo ho fatto una vera e propria serie “a puntate” sulla sensitizzazione, sia in formato video (clicca qui se ti interessa), sia in formato di articoli di blog (clicca qui se ti interessa)

 

 

In ogni caso, buono studio!

 

 

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A cura di Giandomenico D’Alessandro

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