SENSITIZZAZIONE, QUESTA (S)CONOSCIUTA – Parte 1

Sensitizzazione, sensibilizzazione o facilitazione

 

 

“Sensitizzazione”, “sensibilizzazione”, “facilitazione” sono tutti sinonimi. Io uso frequentemente il termine “sensitizzazione”, ma da altre parti potreste veder usare gli altri due termini.

 

 

“Cosa è la sensitizzazione?”

 

 

La sensitizzazione è un aumento della trasmissione sinaptica.

 

 

In altre parole:

 

Uno stimolo che non dovrebbe provocare l’attivazione del neurone (potenziale d’azione), in realtà la provoca.

 

 

 

COME FUNZIONA LA SENSITIZZAZIONE?

 

 

Facciamo l’esempio con due semplici neuroni A e B collegati da una sinapsi.

 

 

– Quando il neurone A manda uno stimolo non adeguato, il neurone B non si attiva.

 

 

– Per qualche motivo, però, può succedere che B sia sensitizzato cioè, come dire, un po’ “suscettibile” per cui basta uno stimolo inferiore alla norma (o non adeguato) per farlo attivare. Essenzialmente la sensitizzazione è questa. Stop. Inutile dire cose ulteriori.

 

 

 

 

Ci dovremmo chiedere “ma perchè il neurone B dovrebbe essere suscettibile?”. Esatto, è questa la domanda cruciale! La causa principale è il fatto che il neurone A per un certo periodo di tempo ha “esagerato” con gli stimoli. L’eccesso di stimoli da A verso B, hanno superato la capacità dei cosiddetti sistemi-tampone del neurone B, di ripristinare rapidamente il suo status quo ante, il suo equilibrio elettrochimico per riportarsi ad uno stato di “non-suscettibilità”.

 

 

“Si ma come funziona a livello microscopico?”

 

 

I meccanismi sono bellissimi, e sono abbastanza semplici da capire. Anzi, una volta compresi, vi assicuro che la vostra mente avrebbe un modello di funzionamento da poter applicare a praticamente tutti i fenomeni della realtà! Il problema è che per spiegare questi meccanismi dovremmo conoscere l’elettrofisiologia di base (equilibrio elettrochimico, potenziale di membrana, potenziale d’azione) e almeno la base della chimica cellulare e dei neurotrasmettitori.

 

 

Sicuramente faremo qualche articolo a riguardo. Ma adesso andiamo avanti.

 

 

Nell’esempio fatto, i protagonisti A e B erano due semplici neuroni. I circuiti neurali, però, non sono costituiti da 2 neuroni ma sono fatti da decine, centinaia, migliaia di neuroni. E ci sono decine, centinaia e migliaia di circuiti neurali.

 

 

Facciamo un passo avanti.

 

 

Facciamo finta che A e B non siano due semplici neuroni ma siano due circuiti neurali collegati fra loro… avete capito cosa voglio dire:

 

 

la sensitizzazione può avvenire anche su un intero circuito neurale.

 

 

Poi i circuiti neurali si organizzano in decine e centinaia di nuclei nervosi che a loro volta si organizzano in decine di aree del sistema nervoso centrale.
Quindi se ci allarghiamo possiamo dire che

 

 

Il fenomeno di sensitizzazione può caratterizzare
intere aree del sistema nervoso centrale.

 

 

In questo processo sono importanti molti “attori” ma nominiamo soltanto:
– il neurotrasmettitore GLUTAMMATO
– i neuropeptidi SOSTANZA P e CGRP.
– e ovviamente i rispettivi recettori.

 

 

Questa è la SENSITIZZAZIONE CENTRALE perché avviene all’interno del SISTEMA NERVOSO CENTRALE (a partire dal midollo spinale lungo tutto il nevrasse, fino alla corteccia).
L’aggettivo “CENTRALE” si usa per distinguerla dalla “sensitizzazione PERIFERICA” in cui, invece, sono i recettori nervosi che si trovano in periferia cioè nel tessuto ad essere sensitizzati, cioè “irritati” o “suscettibili”.

 

 

Molto spesso la sensitizzazione periferica apre le porte alla sensitizzazione centrale.
Tutti quanti abbiamo provato la sensitizzazione periferica: se ci facciamo un piccolo taglio sul polpastrello, nelle ore successive quella zona ci fa male anche se la tocchiamo dolcemente. Volgarmente diciamo “questa zona è sensibile”. Adesso diremo ‘SENSITIZZATA’.

 

 

Quali sono le conseguenza cliniche di tutto ciò? Lo vedremo nella seconda parte che puoi raggiungere cliccando qui.

 

 


 

 

Edit del 06-06-2022

 

 

L’articolo che hai appena letto l’ho scritto ad Ottobre del 2017.

 

 

Nel frattempo ho fatto una vera e propria serie “a puntate” sulla sensitizzazione, sia in formato video (clicca qui se ti interessa), sia in formato di articoli di blog (clicca qui se ti interessa)

 

 

In ogni caso, buono studio!

 

 

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A cura di Giandomenico D’Alessandro

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