… che i traguardi diventino carburante per il prosieguo del viaggio!

Il 7 e l’8 Giugno, a Milano si è svolto il 4° Congresso nazionale del ROI, Registro degli Osteopati d’Italia. Il tema è uno di quelli a me molto caro: l’utilizzo delle evidenze scientifiche nella pratica clinica quotidiana.

Abbiamo pensato di contribuire attivamente al congresso portando 2 lavori di ricerca che stiamo conducendo all’interno della COME Collaboration onlus.
Un lavoro è stato accettato per essere presentato come poster, mentre l’altro come presentazione orale. Quest’ultimo mi ha particolarmente emozionato perché è sempre una sfida esporre dinanzi ad un pubblico (per quanto vedessi ogni persona del pubblico come un amico e non come un collega).

Questi i risultati che abbiamo portato a casa:
– Primo posto nella sezione “poster” con il lavoro “L’esercitazione autonoma estiva degli studenti di osteopatia” sviluppato con Giacomo Consorti e Francesco Cerritelli
–  Secondo posto nella sezione “presentazioni orali” con il lavoro “Partita a scacchi con il placebo osteopatico” sviluppato con Marco Annoni e Francesco Cerritelli

… che i traguardi diventino carburante per il prosieguo del viaggio!

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A cura di Giandomenico D’Alessandro

OSTEOPATIA AL SERVIZIO DEI NEONATI!

Sono sempre più numerosi i pazienti che si affidano alle nostre cure, spesso inviati anche dai medici stessi! L’osteopatia è diventata famosa per via della sua efficacia nel migliorare i sintomi quali lombalgia, dolori cervicali, mal di testa, cattiva digestione, insonnia, ma sono pochissimi a sapere che l’osteopatia è un valido alleato anche per i neonati e tutte le problematiche che

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OSTEOPATIA PER I BAMBINI CON ADHD

OSTEOPATIA PER I BAMBINI CON ADHD

Durante la crescita di un bambino, avviene (o dovrebbe avvenire) un processo naturale molto semplice e lineare: l’educazione e l’interazione sociale “smussano” tutti quegli aspetti di iperattivitàimpulsivitàdistraibilitàimpazienza del bambino. Come si “smussano”? In altre parole, come fa il cervello del bambino a modificarsi e quindi a modificare il comportamento?
Descrivendo il processo in poche righe, possiamo dire che educazione e interazione sociale agiscono sul “maturando”  prefrontale che impara che “ci si comporta così”, “questo va bene e questo no”, “così non si fa”, ecc. Qualcuno definisce il prefrontale “lobo censorio” proprio perché è in grado di scegliere i comportamenti, le emozioni e i sentimenti più adeguati inibendo quelli inadeguati in un determinato momento.

 

In alcuni bimbi qualcosa non va in questa direzione e queste caratteristiche

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