GLI OSTEOPATI PIÙ EMPATICI SONO PIÙ EFFICACI?

Ancora una pubblicazione italiana, stavolta dei colleghi milanesi dell’Istituto Superiore di Osteopatia che hanno studiato (link in fondo all’articolo) l’eventuale incidenza dell’empatia dell’osteopata sul risultato clinico. Uno studio tanto interessante che fa della semplicità il suo carattere più elegante.
Estremamente importante, a mio avviso, per 3 motivi

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UN SIMBOLO ALLO SPECCHIO: RIFLESSIONI DALL’ICEBERG

Da 2 mesi una facciata della “lavagna terapeutica” è occupata da questo (bruttissimo) simbolico disegno. Quando si presenta l’occasione (cioè, quasi sempre) mi piace perdere qualche minuto mettendo il paziente di fronte allo specchio.

Si, perché quell’iceberg è lui.
Alcuni si illuminano praticamente all’istante.

Il paziente viene da me per un SINTOMO che è la parte VISIBILE dell’iceberg. Il sintomo per eccellenza è il DOLORE, ma ce ne sono un’infinita, e ognuno di essi, cosa meravigliosa, con decine di migliaia di sfumature. Notoriamente (e il paziente è molto preparato in tal senso!) esiste

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AUMENTO DELL’ESCURSIONE DIAFRAMMATICA IN SEGUITO A TECNICHE OSTEOPATICHE 

La ricerca osteopatica italiana mette a segno un altro colpo, dimostrandosi sempre molto attiva! Infatti è stato appena pubblicato sul “Journal of Manipulative and Physiological Therapeutics” dai colleghi italiani Damiana Mancini, Christian Lunghi di Cromon Scuola di Osteopatia di Roma e COME Collaboration Onlus e Augusto Maria Begnini di European Osteopathic Project, questo studio (link in fondo alla pagina) volto ad indagare l’efficacia di tecniche osteopatiche nella modificazione della mobilità

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