GLI OSTEOPATI PIÙ EMPATICI SONO PIÙ EFFICACI?

Ancora una pubblicazione italiana, stavolta dei colleghi milanesi dell’Istituto Superiore di Osteopatia che hanno studiato (link in fondo all’articolo) l’eventuale incidenza dell’empatia dell’osteopata sul risultato clinico. Uno studio tanto interessante che fa della semplicità il suo carattere più elegante.
Estremamente importante, a mio avviso, per 3 motivi

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UN SIMBOLO ALLO SPECCHIO: RIFLESSIONI DALL’ICEBERG

Da 2 mesi una facciata della “lavagna terapeutica” è occupata da questo (bruttissimo) simbolico disegno. Quando si presenta l’occasione (cioè, quasi sempre) mi piace perdere qualche minuto mettendo il paziente di fronte allo specchio.

Si, perché quell’iceberg è lui.
Alcuni si illuminano praticamente all’istante.

Il paziente viene da me per un SINTOMO che è la parte VISIBILE dell’iceberg. Il sintomo per eccellenza è il DOLORE, ma ce ne sono un’infinita, e ognuno di essi, cosa meravigliosa, con decine di migliaia di sfumature. Notoriamente (e il paziente è molto preparato in tal senso!) esiste

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Consigli di lettura: Scienza e applicazione clinica in terapia manuale – Hollis King, Wilfrid Janig, Michael Patterson

Il sistema nervoso centrale (SNC) è il “velocizzatore” di tutti i processi fisiopatologici e salutogenici. Questa insindacabile verità fisiologica, che trova conforto nell’attenta osservazione del rapporto tra comparsa della “roba neurale” e ‘filogenesi’, sembra non essere stato compreso pienamente dalla medicina trazionale: il SNC, infatti, vede riconosciuto il suo ruolo di “catalizzatore” solo nell’ambito neurologico, psicologico e in alcune condizioni reumatologiche. La medicina manuale, invece, si è sempre contraddistista per il suo “neurocentrismo”, ossia per quell’attitudine a spiegare i fenomeni clinici e terapeutici avendo come elemente centrale il SNC; anzi: per quanto riguarda

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