GLI OSTEOPATI PIÙ EMPATICI SONO PIÙ EFFICACI?

Ancora una pubblicazione italiana, stavolta dei colleghi milanesi dell’Istituto Superiore di Osteopatia che hanno studiato (link in fondo all’articolo) l’eventuale incidenza dell’empatia dell’osteopata sul risultato clinico. Uno studio tanto interessante che fa della semplicità il suo carattere più elegante.
Estremamente importante, a mio avviso, per 3 motivi

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Consigli di lettura: Scienza e applicazione clinica in terapia manuale – Hollis King, Wilfrid Janig, Michael Patterson

Il sistema nervoso centrale (SNC) è il “velocizzatore” di tutti i processi fisiopatologici e salutogenici. Questa insindacabile verità fisiologica, che trova conforto nell’attenta osservazione del rapporto tra comparsa della “roba neurale” e ‘filogenesi’, sembra non essere stato compreso pienamente dalla medicina trazionale: il SNC, infatti, vede riconosciuto il suo ruolo di “catalizzatore” solo nell’ambito neurologico, psicologico e in alcune condizioni reumatologiche. La medicina manuale, invece, si è sempre contraddistista per il suo “neurocentrismo”, ossia per quell’attitudine a spiegare i fenomeni clinici e terapeutici avendo come elemente centrale il SNC; anzi: per quanto riguarda

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L’ALLEANZA TERAPEUTICA MIGLIORA LA RISPOSTA DEL PAZIENTE ALLA TERAPIA

È chiaro che il risultato della terapia fisica dipende da cosa facciamo e da come lo facciamo. Ma c’è qualcosa in più, perché, se siamo attenti, possiamo accorgerci che i risultati migliorano quando ottimizziamo la cosiddetta ALLEANZA TERAPEUTICA***. Ma è solo una nostra sensazione, quindi questo studio (link nei commenti) pubblicato qualche anno fa su “Physical Therapy” dà conferma scientifica a questo aspetto. Vediamolo insieme!

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