OSTEOPATIA E INTEROCEZIONE

Effetto dell’approccio manuale con tocco osteopatico sui correlati cerebrali dell’interocezione: uno studio di risonanza magnetica funzionale

Nel mese di Febbraio è stato pubblicato un importante studio osteopatico sulla rivista “Scientific Reports”. Il gruppo di ricerca è formato dall’osteopata clinicoricercatore Francesco Cerritelli della COME Collaboration onlus, Piero ChiacchiarettaFrancesco GambiMauro Gianni PerrucciAntonio FerrettiGiovanni BarassiChristian ViscianoRaoul Saggini dell’università di Chieti-Pescara e Rosa Grazia Bellomo dell’università di Urbino.

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OSTEOPATIA e ANSIA

L’osteopatia nel disturbo d’ansia generalizzato

 

L’osteopatia è una terapia bottom-up. Significa che interviene sull’individuo mediante il contatto corporeo (dal basso). Ma l’informazione del tocco osteoatico, una volta che raggiunge il midollo spinale non si ferma lì. Raggiunge facilmente le stazioni più alte del sistema nervoso centrale! Dobbiamo avere a mente questa semplicissima nozione di neurofisiologia quando pensiamo alla frase “corpo e mente non sono separati”. Per fortuna Cartesio si sbagliava quando suggeriva una divisione tra mente e corpo.  A proposito, avete letto il libro ‘L’errore di Cartesio’? Se volete avere un assaggio di questo capolavoro del neuologo Antonio Damasio, leggete la recensione che ho fatto!

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OSTEOPATIA e DOLORE NELLA SINDROME FEMORO-ROTULEA

Risale ad Ottobre 2019 l’ultimo studio analizzato e spiegato nella rubrica ‘Evidenze scientifiche’. Si trattava dello studio sulla BPCO dei colleghi siciliani. È passatto troppo tempo e nel frattempo la ricerca osteopatica italiana ha pubblicato ben 3 studi! In questi giorni di riposo forzato dal lavoro a causa del coronavirus, ecco che posso dedicarmi pienamente alla lettura e analisi degli studi in questione, per poi sintetizzarli e raccontarveli (con alcune considerazioni personali).

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