Consigli di lettura: Ricerca e pratica – Andrew Taylor Still – Quarta parte: la personalità di Still

Arriviamo alla quarta parte di questa recensione anomala del libro ‘Ricerca e pratica’ del padre fondatore dell’osteopatia, Andrew Taylor Still. Nella prima parte abbiamo esaurito la parte “classica” della recensione, nella seconda e terza parte abbiamo fatto la sintesi dei 4 paradigmi emergenti dalla lettura.

 

Quando leggiamo un libro, incontriamo l’autore. Anche “Ricerca e pratica” non sfugge a questo principio e non esagero se dico che ho avuto la sensazione di incontrare Still immergendomi nella lettura di ‘Ricerca e pratica’. Auguro questa esperienza (forse un po’ da reparto di neuropsichiatria) ad ogni mio collega.

 

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Consigli di lettura: Ricerca e pratica – Andrew Taylor Still – Terza parte: 3° e 4° paradigma emergente

Eccoci nella terza parte di questa speciale recensione di ‘Ricerca e pratica’ di Still. Nella prima parte abbiamo dato spazio alla parte più “classica” della recensione, mentre nella seconda parte abbiamo formalizzato i primi due paradigmi emergenti della pratica osteopatica di Still:

 

1) L’osteopata è un filosofo-meccanico
2) Centralità del determinismo (causa-effetto) strutturale e della linearità

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Consigli di lettura: Ricerca e pratica – Andrew Taylor Still – Seconda parte: 1° e 2° paradigma emergente

Dopo aver esaurito la parte classica della recensione, arriviamo a quella che abbiamo definito sintesi formalizzata dei paradigmi emergenti del libro ‘Ricerca e pratica’ del padre fondatore dell’osteopatia, Andrew Taylor Still. Si tratta della sintesi di quei paradigmi mentali/intellettuali che emergono dalla lettura del libro sia in maniera netta e inequivocabile, sia in maniera meno netta, per cui occorre un’analisi critica più approfondita. Questi paradigmi li ho ben chiari in mente perché i concetti sono espressi ripetutamente, a volte similmente, a volte in maniera diversa (spesso poetica), quindi si imprintano bene nella mente del lettore. Inoltre cercherò di copiare Still e la sua esigenza, il suo senso critico e la sua severità (troverete queste cose nella quinta parte) così da cogliere elementi deboli nei suoi paradigmi mentali alla luce di acquisizioni scientifiche e metodologiche recenti e di cui egli non disponeva (ad esempio, nella sesta e settima parte, diremo qualcosa sul tema ‘placebo’ in rapporto a questa lettura). Ma andiamo per gradi:

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