Consigli di lettura: Il cervello anarchico – Enzo Soresi

 

Metti insieme:
1) Un medico di spessore ultrasettantenne con enorme esperienza nella cruda realtà clinica
2) Una delle più giovani, promettenti e innovative discipline come la PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia).
Ed ecco “il cervello anarchico” che meriterebbe una recensione ben più lunga e approfondita di quella che vi propongo. Ma cominciamo.

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Consigli di lettura: L’effetto placebo – Fabrizio Benedetti

Fabrizio Benedetti è uno dei massimi esperti mondiali sul tema del placebo e questo è il primo libro divulgativo da lui scritto su questo affascinante argomento. Ci sono altri libri (più complessi), ci sono articoli scientifici altamente dettagliati (per chi fosse interessato) ma
– le pochissime pagine
– i moltissimi esempi
– la trattazione non specifica ma “a tutto tondo” di tutti gli aspetti del placebo
rendono questo libro un “must” da cui ognuno può cominciare la propria avventura nello studio del placebo…

 

…e chiunque si occupi dell’uomo in generale dovrebbe cominciare a studiare il placebo; infatti fin’ora abbiamo considerato il plaebo in maniera errata (e molto spesso negativa), ma finalmente nelle scienze che hanno a che fare con l’uomo (la medicina è solo una di queste scienze) le cose stanno cambiando, per tre motivi principali:
–  il placebo è sempre presente
–  il placebo è un alleato (clinico, sportivo, “di vita” in generale)
–  il placebo è “una finestra sul funzionamento mente-corpo”
Attenzione: non si può generalizzare ed è quello che Benedetti fa in questo libro, cioè un’analisi di specifiche situazioni cliniche e di vita quotidiana in cui il placebo è presente. Non solo medicina, quindi, ma anche sport e sesso, passando per le medicina alternative complementari e psicoterapia.

 

La lettura è gradevolissima: anche nelle parti di neurofisiologia ed etica qualsiasi lettore non si perderebbe. Per questi motivi, il libro si legge in poche ore, a meno che non cominciate a sottolineare e ad appuntare i concetti principali (cosa che vi consiglio vivamente di fare…)

 

Punti di forza:
– Trattazione “a tutto tondo” dell’argomento
– Spiegazione chiara di concetti contro-intuitivi

Punti di debolezza:
– In alcuni punti si sarebbe potuto entrare un po’ più nello specifico

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A cura di Giandomenico D’Alessandro

 #OSTEOPATIA E LA RISPOSTA DA STRESS A SEGUITO DI UN COMPITO MENTALE STRESSOGENO ACUTO

PREMESSA
A seguito di uno stimolo stressogeno acuto, l’attività del simpatico e i livelli di cortisolo aumentano. Terminato lo stimolo, questi due elementi devono “acquietarsi”. Più velocemente ritornano “in statu quo ante”, tanto maggiore è la capacità di auto-regolazione corporea, quindi, quasi come fosse un’equazione, più alto è lo stato di salute
Può una singola seduta di #osteopatia in ambito craniale facilitare il ritorno a valori normali dell’attività simpatica e cortisolica? A questa domanda hanno cercato di rispondere i colleghi del CIO di Bologna, in questo studio del Settembre scorso (link alla fine dell’articolo) pubblicato sul JAOA

 

COME HANNO FATTO
Questo l’ordine degli eventi dello studio:
1) 20 soggetti venivano misurati il livello di cortisolo salivare e l’attività autonomica (il giorno prima e pochi minuti della seconda fase).
2) Somministrazione di un stimolo stressogeno mentale acuto.
3) 10 soggetti facevano una seduta di osteopatia in ambito craniale e 10 soggetti facevano una seduta osteopatica placebo.
4) Nuova valutazione del cortisolo salivare e dell’attività autonomica (subito dopo la fase 3 e il giorno dopo).

 

RISULTATI
Rispetto ai soggetti che hanno ricevuto il trattamento placebo, i soggetti trattati realmente hanno mostrato:
Riduzione dell’attività simpatica e dei livelli di cortisolo
Aumento del cortisolo mattutino il giorno successivo alla seduta

 

CONSIDERAZIONI
– Studio rilevante e attuale considerata l’epoca in cui viviamo e considerato che (essendo esseri umani) lo stress mentale è molto presente nella nostra vita. Questo studio dimostra che il trattamento osteopatico è un valido sistema per “aiutare” l’organismo a ritrovare una situazione di normalità immediatamente dopo uno stress mentale acuto.
– Gli autori discutono l’aumento del cortisolo mattutino (che ricordiamo essere una risposta fisiologica) sottolineandone la sua importanza alla luce delle evidenze citate (elemento che, personalmente, non mi ha convinto al 100%)
– Come comunità scientifica osteopatica dobbiamo evitare la parcellizzazione dell’osteopatia: dobbiamo, cioè, evitare di testare le singole tecniche o i singoli approcci. Ricordiamoci che la specificità osteopatica (che NESSUNA altra disciplina ha) è la diagnosi e normalizzazione di disfunzioni somatiche clinicamente rilevanti inserite all’interno di un ragionamento clinico. Sarebbe molto interessante uno studio identico a questo (con un campione più numeroso e con una più robusta metodologia) ma con un approccio osteopatico NON standardizzato.

 

Link articolo originale https://goo.gl/BFnYmL

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A cura di Giandomenico D’Alessandro