Aggiornamento continuo in osteopatia (dal passato) – 3

Stavo trattando una paziente che conosco da più di un anno insieme al mio amico e collega Davide. A fine trattamento Davide ci dice di aver apprezzato un processo terapeutico in zona diaframmatica (riporto testualmente le sue parole) “come se ci fossero stati episodi di vomito ricorrenti con stress sulle ultime coste” (nel frattempo stringe le mani sulle zone ipogastriche a mimare quello che ha percepito).

 

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Consigli di lettura: Caos – James Gleick

Ero molto indeciso se inserire il libro ‘Caos‘ di James Gleick  nei consigli di lettura perché in questa rubrica vi recensisco solo libri che in qualche maniera possono avere a che fare con l’osteopatia. E questo è un libro sulla complessità, quindi perché essere titubante se sono stra-convinto che lo studio della complessità sia fondamentale per l’osteopatia (e la medicina in generale)?

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Aggiornamento continuo in osteopatia (dal passato) – 2

A fine trattamento una paziente mi dice “Era come se le tue mani non ci fossero, come se facessero parte del mio corpo”.

Le dico che questa sua sensazione ha un corrispettivo anche dal punto di vista di noi operatori, che noi chiamiamo “perdere i confini delle mani”.

Aggiungo “quando accade è certamente positivo; a tal proposito, proprio recentemente ho letto qualcosa in un libro di uno dei più grandi osteopati della tradizione”
per lì non l’ho trovato…
…mi dice “Vorrei leggerlo, quando lo trovi appuntalo così me lo fai vedere la prossima volta”.

L’ho ritrovato. E la frase successiva (che avevo già dimenticato!) è altrettanto importante.

 

Questa esperienza mi ha fatto pensare ‘che significato clinico e neurobiologico ha quella precisa sensazione?’

 

Non ho alcuna risposta. Qualcuno di voi ha qualche idea?

 

p.s. = la recensione di questo libro arriverà fra un mesetto circa!

 

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A cura di Giandomenico D’Alessandro