OSTEOPATIA e PLACEBO: breve viaggio nel paradigma ‘specificità-non specificità’ – Parte 1

‘Placebo e osteopatia’‘osteopatia e placebo’… queste due parole si trovano l’una accanto all’altra sempre più spesso. Il motivo principale è che negli ultimi 10 anni entrambe le parole sono diventate di moda e quindi è più probabile che finiscano nella stessa frase.

Stavolta, però, portano con sé delle qualità positive e non è un fatto così scontato. La parola ‘placebo’ fino a 30 anni fa e la parola ‘osteopatia’ fino a 15 anni fa non avevano una buonissima reputazione. Chiariamo: anche adesso c’è qualcuno che pensa al placebo nel vecchio modo: “prendere in giro”, “è tutto psicologico”, “le medicine vere funzionano per davvero”. Idem per l’osteopatia: “pseudoscienza”, “sono ciarlatani” e la mia preferita “l’osteopatia è tutto placebo”, frase che conferma la negatività di entrambe.

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Consigli di lettura: Ricerca e pratica – Andrew Taylor Still – Quinta parte: i bias cognitivi di Still

Ecco la quinta parte di questa recensione anomala del libro ‘Ricerca e pratica’ del padre fondatore dell’osteopatia, Andrew Taylor Still. Questa quinta parte è la naturale prosecuzione della quarta, nella quale avevo delineato la personalità di Still per come emerge dal libro.

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Consigli di lettura: Ricerca e pratica – Andrew Taylor Still – Quarta parte: la personalità di Still

Arriviamo alla quarta parte di questa recensione anomala del libro ‘Ricerca e pratica’ del padre fondatore dell’osteopatia, Andrew Taylor Still. Nella prima parte abbiamo esaurito la parte “classica” della recensione, nella seconda e terza parte abbiamo fatto la sintesi dei 4 paradigmi emergenti dalla lettura.

 

Quando leggiamo un libro, incontriamo l’autore. Anche “Ricerca e pratica” non sfugge a questo principio e non esagero se dico che ho avuto la sensazione di incontrare Still immergendomi nella lettura di ‘Ricerca e pratica’. Auguro questa esperienza (forse un po’ da reparto di neuropsichiatria) ad ogni mio collega.

 

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