Leggere, che passione! Letture di Settembre-Ottobre2020
- Novembre 3rd, 2020
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- Giandomenico D'Alessandro
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‘Il lato attivo dell’infinito’, 11° e penultimo libro di Castaneda che riassume gli elementi principali del suo apprendistato con l’antropologo don Juan. Col passare dei libri si è un po’ spento quell’entusiasmo iniziale ma sentirei di consigliare la lettura dei primi 4-5 libri di questo percorso che porta Castaneda a “trasmutare i sensi” per percepire una realtà separata.
‘Da zero a uno’, di Peter Thiel uno che ne sa un bel po’ sulle startup (essendo stato tra le altre cose, co-fondatore di PayPal); oltre a dare un’infarinatura generale su tutti gli errori che si possono commettere, sulle dinamiche interne, sui processi di crescita, l’autore analizza le modalità con cui si possa centrare il nuovo nel business, superando il concetto di “cambiamento incrementale” (passare da 1 a 10 o da 1 a 100), ma andando, appunto, da 0 a 1. Un libro molto consigliato per chi cerca di fare quel salto di qualità in ottica business.
‘La mucca viola’, di un altro imprenditore: Seth Godin. Un libro che non ho capito (nemmeno nell’impostazione, dato che è una sorta di “stream of counsciousness” sul marketing) e che non mi ha lasciato nulla. Ho capito solo che dovremmo andare alla ricerca della mucca viola, di quell’elemento unico, particolare e extra-ordinario. Ma il resto è tutto confuso (sarà colpa mia?)
‘Armi, acciaio e malattie’, un saggio del 1997 di Jared Diamond, che ha contribuito a convincere i rimasti che credevano ad una qualche superiorità di alcune “razze” o popoli su altri. Sia chiaro, non era quello il fine del saggio, che invece parte dalla domanda “perchè alcuni popoli hanno conquistato il mondo e altri no?”. La tesi, brillantemente dimostrata da contaminazioni di tutte le scienze, è la seguente: alcuni popoli sono stati più fortunati di altri in termini di situazione territoriale (orografia, orientamento cardinale dei continenti, clima, piante, animali e risorse a disposizione) per cui quei popoli hanno semplicemente “premuto sull’accelleratore” dell’evoluzione socio-culturale-economica e quindi militare. Un libro stra-stra-stra consigliato (ah, che ha vinto il premio Pulitzer per la saggistica)
‘Il fuorilegge’, del ex sindaco Mimmo Lucano, famoso per il cosiddetto “modello Riace”, che ha permesso di trasformare il “problema” dei migranti in una risorsa per un piccolo paese calabrese che, come molti altri paesi, stava morendo a causa della fuga dei giovani e l’innalzamento dell’età media. Il libro, grazie alla forza delle storie, illustra quel piccolo miracolo di Riace, inserito fra capitoli che raccontano delle basi socio-culturali di Lucano, dei tanti compagni di vita, delle stragi mafiose di quella difficile terra calabrese e delle peripezie politiche (vecchie e nuove). Ho acquistato il libro mosso dall’emozione che ho provato durante l’incontro con l’autore tenutosi a Conversano sul finire dell’estate. Vi auguro di ascoltarlo dal vivo perchè Mimmo Lucano è un uomo buono, idealista (nei pensieri e nelle azioni), un politico di cui ogni paese, città, nazione avrebbe bisogno e sentire dalla sua bocca tutta la storia, le infamanti accuse ricevute, i sacrifici e le rinunce, mi ha commosso perchè Lucano rappresenta la speranza che gente così possa ancora occupare posti nella “res pubblica”.