La mente che vaga – Michael Corballis

Un bel libro ma che non parla di quello di cui dovrebbe parlare…

 

 

Premessa

 

Mettiamola così: la nostra mente può trovarsi in due stati differenti:

 

 

Quando siamo impegnati in un’attività la mente dovrebbe essere in uno stato attentivo mentre quando siamo senza far nulla la nostra mente può vagare.

 

 

Tuttavia non è sempre così, come quando, durante una lezione noiosa, possiamo ritrovarci a pensare alle cose più disparate perdendo completamente il senso del presente. Oppure come quando mentre leggiamo (una pagina o qualche riga) ci rendiamo conto di non aver capito nulla perché presi da pensieri poco attinenti… e siamo costretti a dover rileggere tutto dall’inizio.

 

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I pazienti sono soddisfatti dell’osteopatia? Un’indagine dice di sì

Soddisfazione dei pazienti trattati con l’osteopatia in un ambulatorio ospedaliero

 

 

 

Il contesto è importante

 

 

La ricerca è alleata della clinica perchè dà dei dati più oggettivi sui quali basare le nostre scelte cliniche e il nostro comportamento clinico.

 

 

Scelte cliniche e comportamento clinico non si riferiscono soltanto agli aspetti tecnico-specifici ma anche a quelli umani, relazionali, quelli insomma più ampi e che considerano la persona a 360° anche nella sua esperienza globale nella clinica.

 

 

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Stare seduti è il nuovo fumare

Come reagiresti alla frase “stare seduti è il nuovo fumare” oppure “la sedentarietà è il nuovo tabagismo”?

 

 

 

 

 

Io ho fatto (dato che siamo in tema) un balzo dalla sedia perché questa frase appare in un recentissimo studio pubblicato su un giornale scientifico molto blasonato: Annals of Internal Medicine.

 

 

E perché stare seduti sarebbe il nuovo fumare?
– Perché la sedentarietà è molto diffusa (come il tabagismo)
– Perchè la sedentarietà è potenzialmente dannosa (come il tabagismo)

 

 

In inglese il motto è più figo:

 

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