La sensitizzazione centrale
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Mentre nello scorso articolo abbiamo visto i recettori del sistema nervoso e la sensitizzazione periferica, questa volta vediamo la sensitizzazione centrale.
La sensitizzazione centrale è quella che non riguarda il recettore del dolore (il nocicettore) quindi il nervo afferente, ma il sistema nervoso centrale.
Più precisamente, si parla di sensitizzazione centrale di secondo livello quando sono interessati i neuroni del midollo spinale oppure di terzo livello o sovraspinale quando sono interessati i neuroni che si trovano al di sopra del midollo spinale (dal bulbo al telencefalo).
Quali sono le cause della sensitizzazione dei neuroni centrali?
Questa è una domanda difficilissima a cui rispondere. Sicuramente un neurone comincia ad essere ipereccitabile quando ha ricevuto una stimolazione significativa (l’abbiamo detto nel primissimo articolo: al di sopra di una certa soglia o al di sopra di una certa frequenza) quindi, per esempio, il recettore periferico sta inondando di stimoli il neurone centrale.
Questo ci aiuta a capire perché alcuni studiosi affermano che la sensitizzazione periferica è sempre primaria rispetto a quella centrale.
E questa informazione ci tornerà utile fra qualche puntata.
Un’altra causa risiede nei difetti genetici intrinseci: ci sono alterazioni genetiche dei canali voltaggio-dipendenti e ligando-dipendenti che rendono tragicamente iper-sensibili i neuroni.
Un’altra causa risiede nell’alterazione delle cellule gliali, ossia quelle cellule che, tra le altre cose, “ripuliscono” per così dire il vallo sinaptico dall’eccesso di neurotrasmettitori, primo fra tutti il glutammato. E se questo non viene fatto in maniera efficace i neurotrasmettitori rimarranno più tempo nella sinapsi andando a sovra-stimolare i neuroni. Ma anche qui dovremmo chiederci perché le cellule gliali dovrebbero andare incontro ad alterazioni, quindi si sposta il focus del problema e le cellule gliali meritano certamente un approfondimento.
Ci sono alcune sostanze neurotossiche, alcuni veleni, alcuni farmaci, alcune droghe che possono alterare l’eccitabilità dei neuroni.
Non possiamo dimenticarci dell’aspetto psicologico. I traumi psicoemotivi possono sensitizzare i centri sopramidollari (tronco encefalo, diencefalo e telencefalo) e questi poi possono portare ad un alterato controllo sui neuroni del midollo spinale aprendo le porte ad una sensitizzazione di secondo livello.
Forse avete già capito perché la sensitizzazione centrale è più temuta di quella periferica.
Se quella periferica io posso pensare di risolverla, di approcciarla prendendomi cura dell’aspetto tissutale periferico, cioè il corpo, in quella centrale i giochi si fanno più difficili.
Certo, mi ricordo sempre che se ho una sensitizzazione centrale posso sempre migliorare quella periferica, ma una volta che quella periferica si è risolta e rimane quella centrale che opportunità abbiamo?
Ecco che si cerca di andare ad agire direttamente sui neuroni centrali sensitizzati.
Esistono i farmaci cosiddetti centrali o ad azione centrale, si usano anche antidepressivi che comunque agiscono sull’eccitabilità dei neuroni; si può anche pensare di fare psicoterapia perché la psicoterapia modifica i circuiti neurali. Come vedremo fra qualche puntata, sia per l’educazione osteopatica ricevuta e sia per l’idea che mi sono costruito in seguito, fin quando ho un corpo su cui agire (e ho sempre un corpo su cui agire, a meno non abbia da sistemare un cervello messo “a mollo” in una vasca da bagno) anche se non sono in presenza di sensitizzazione periferica io ho il dovere di continuare a prendermi cura dell’aspetto periferico (lo chiameremo approccio bottom-up, dal basso verso l’alto).
Perché penso questo?
Perché è comunque un’altra porta di comunicazione con quel sistema nervoso centrale che dobbiamo cercare di cambiare.
Dovesse esserci una sensitizzazione di terzo livello, facciamo finta a livello dell’insula o della corteccia anteriore del cingolo, quindi telencefalo, qualcuno potrebbe pensare che siccome stiamo parlando di corteccia la sola possibilità (esclusi i farmaci) sia la psicoterapia che utilizzando canali verbali passa direttamente dalla corteccia.
Allora mi ricordo di una frase che mi venne in mente durante un trattamento: una carezza fatta ad una caviglia spesso è più vicina all’insula di quanto non sia una parola sussurrata all’orecchio.
Il problema è che questa frase la si può comprendere solo se si conosce profondamente quell’autostrada che fa in modo che le informazioni corporee arrivino al sistema nervoso centrale, ovvero il sistema somato-sensoriale.
Quindi nella prossima puntata, sia in formato video che in formato articolo, vediamo il sistema somato-sensoriale.
