Leggere, che passione! Letture di Novembre-Dicembre 2020

Buon anno con le “recensioni-lampo” dell’ultimo bimestre di quest’anno!
 
 
‘Il segreto è nelle pause’, un’intervista-conversazione col direttore d’orchestra Riccardo Chailly. Se c’è un libro che ho preso per il titolo, questo è uno di quei libri. Per carità, da musicista mi interessa conoscere quel uno dei più celebri direttori d’orchestre del mondo ha da dire sulla musica… ma il libro l’avevo comprato perchè il concetto musicale dell’importanza delle pause riverberava troppo con i concetti di “interruzione” nella percezione come descritta da Castaneda nel suo apprendistato con lo stregone messicano don Juan. E inoltre questa importanza della “mancanza” come elemento “creativo”, quindi tutt’altro che inutile, riverberava con un concetto della formazione in osteopatia biodinamica: il concetto di “pausa” e di “spazio vuoto”. Sono rimasto deluso dalla mia aspettativa ma sono stato contentissimo da musicista. Se siete musicisti, meglio se con formazione classica, il libro è consigliatissimo!
 

 
‘Crescita e forma’, dell’eclettico D’Arcy Thompson. Anche questo l’ho preso perchè immediatamente ho avuto la sensazione che ci fossero delle affinita con l’embriologia biodinamica di Blechschmidt. E così è stato: poco spazio alla “teleologia” per centrare il discorso sui processi di formazione di crescita. Libro apparso per la prima volta nel 1917, ma brillantemente contestualizzato nel moderno pensiero scientifico grazie alla prefazione scritta dal curatore, abile a “giustificare” Thompson anche quando non è propriamente scientifco. Il libro è estremamente difficile: molta matematica e molti concetti geometricamente inimmaginabili (per me). Ho trovato soddisfatta la mia aspettativa: infatti vi sono alcuni passaggi che sono utili allo studio dell’embriologia biodinamica di Blechschmidt, che non vedo l’ora di inserire in un corso online proprio su Blechschmidt che sarà pronto a Settembre. Libro con tantissime intuizioni questo saggio di Thompson, ma di difficile lettura! Lettore avvisato…
 
 
 
‘Piccolo manuale per imparare a fare e a ricevere critiche’ della divulgatrice Barbara Berckhan. Qualche giorno fa è capitato un triste episodio in cui un collega non ha saputo esprimere correttamente delle critiche (potenzialmente costruttive) ad un lavoro fatto da altri colleghi. Ecco, leggere questo libro avrebbe aiutato ad esprimere la critica in maniera diversa! Ci sono alcune cose che conoscevo, ma è stato utile vederle formalizzate. Altre erano totalmente nuove per me. Risvolti piscologici e suggerimenti d’azione a più non posso. Considerato anche il basso costo, perchè non leggerlo? Poi la prima di copertina ha una vignetta così simpatica!
 
 
 
‘Pagare meno tasse’, di tale Omar Ceccarini. Tralasciamo la forma. Anzi no, diciamocelo: curare la forma di un libro, di una tesi o di un post sui social è sinonimo di impegno, passione e indica che quel che proponiamo ci sta a cuore. Questo libro non è curato per nulla. Il contenuto è diffusamente utile. “Diffusamente” perchè qua e là vi sono alcuni suggerimenti (che già conoscevo) ma il resto, pur leggendolo con interesse, l’ho tralasciato in quanto i metodi descritti dall’autore per abbassare il carico fiscale sono rivolti per lo più alle società…
‘L’occhio della mente’ di Oliver Sacks. Si parla di alterazioni di una delle funzioni più raffinate del nostro cervello: la visione. Solito libro di Sacks: pieno di storie, coinvolgente, ne vuoi leggere subito un altro, personale. Anzi, più personale degli altri: c’è la sua esperienza di perdita (e riorganizzazione) della visione in seguito ad un melanoma oculare. Leggere sottoforma di diario l’esperienza in prima persona di un neurologo sulla sua personale condizone di alterazione della vista è… devo aggiungere altro?
 
 
 
“Alla fine le cose migliori” (diceva qualcuno). E l’ultima recensione-lampo del 2020 non poteva che essere ‘La vita in movimento’ dell’osteopata Rollin Becker. Non so davvero da dove cominciare questa recensione, ma dovrò farne una approfondita. Difficile da recensire perchè questo libro è rimasto aperto sul leggìo del mio studio per 19 mesi. Praticamente è diventato una ‘persona’. Sarà difficile per me chiuderlo. Ma lo chiuderò per riaprirlo in futuro, perchè il confronto con i maestri deve essere senza fine…
 
 
 
…senza fine…
 
 
 
come deve essere la lettura, un’attività troppo importante per non dedicarle tempo, seppur in un periodo storico dell’uomo in cui, di tempo, pare essercene pochissimo…
 
 
 
E allora ci vediamo l’anno prossimo con altri libri!
 
 

Buon anno e… buona lettura!

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