Un libro scritto da due psicoterapeuti per il mondo psicoterapeutico ma che è assolutamente trasversale a qualsiasi ambito in cui vi sia la CURA, o meglio, la RELAZIONE DI CURA.
Gli autori partono dalla lucida lettura della realtà: l’uomo attuale si trova in un’epoca in cui trionfano impotenza, disgregazione e mancanza di senso, le cosiddette “passioni tristi” come le ha chiamate Spinoza (filosofo che permea tutto il libro). Ne deriva che quando un uomo è in crisi e cerca l’aiuto di uno psicologo e più in generale di un terapeuta, la faccenda si fa complicata: uscito dalla sua “crisi individuale” continuerà comunque a vivere su uno sfondo
che è la “crisi sociale”. CRISI NELLA CRISI è infatti il titolo del primo capitolo.
Le CAUSE e le CONSEGUENZE della crisi di quest’epoca (ho trovato curiosa la difficoltà a distinguere le une dalle altre) sono raccontate con un linguaggio elegante, a tratti poetico non sempre facilmente comprensibile (lo sforzo che è richiesto al lettore in alcuni punti vale il prezzo della comprensione che ne deriva, ve lo assicuro).
Queste cause/conseguenze (queste “situazioni” chiamiamole così) sono:
– La prospettiva di un futuro incerto e preoccupante.
– Il crollo dell’autorità classicamente intesa (ho trovato illuminante il concetto di ‘autorità come anteriorità’).
– Il trionfo della logiche economio-utilitarista e dell’apparenza.
– L’accelerazione del tempo.
Tutto questo, da un punto di vista clinico, esaspera la tendenza classificatrice sintomo-centrica della medicina nosologica FRAMMENTATA, causa e conseguenza della FRAMMENTAZIONE del malato che vede ingabbiati i varabili, soggettivi e multidirezionali fenomeni clinici privati del loro significato profondo.
La soluzione, a tratti immatura e “impalpabile”, prospettata dagli autori riverbera potentemente con la filosofia osteopatica e prevede una clinica che sia:
– Clinica della molteplicità, che necessita di umiltà, tempo e pazienza.
– Clinica del legame, perchè i gradi di libertà aumentano quando aumentano i legami con gli altri (concetto contro-intuitivo ma spiegato magistralmente)
– Clinica della situazione che deve “inaugurare uno spazio di libertà” (mi sono innamorato di questa espressione!) che ha come fondamento il ‘non-sapere’, come suggerisce Spinoza “non si sa mai di cosa è capace il corpo”.
Dato che le relazioni non si riducono al rapporto terapeuta-paziente, ma potenzialmente si estendono ai rapporti extra-clinici fino ad arrivare al rapporto di noi con noi stessi, consiglio questo libro, oltre che a chi fa della relazione un mestiere (medici, terapeuti in generale e insegnanti) anche a tutti coloro abbiano un minimo di sensibilità rispetto alle PROPRIE “faccende” psicologiche e a chi vuole cambiare il mondo, perchè, se la crisi del singolo uomo è una CRISI NELLA CRISI, ognuno di noi deve diventare “terapeuta della società”, non psichiatrizzando la società, ma sviluppando e condividendo le “passioni gioiose”.
Punti di forza:
▪ Lettura estremamente piacevole.
▪ Contenuti che partono da una lettura lucida e pragmatica della realtà.
▪ Spazio alla possibilità meditativa da parte del lettore.
Punti di debolezza:
Nessuno
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A cura di Giandomenico D’Alessandro