Mi sono imbattuto in questa revisione narrativa (link in fondo alla pagina) del 2015 pubblicata sulla prestigiosissima “Nature Reviews Neurology”. Ho pensato, a differenza degli altri studi, di ‘raccontarvela’ nel vero senso della parola: come se fosse una storiella…
1) L’INIZIO: SINTOMI MOTORI DEL PARKINSON
I sintomi motori del Parkinson -tremore, rigidità, acinesia- vedono la loro causa nella degenerazione di una parte del cervello chiamata SUBSTANTIA NIGRA contenente i neuroni dopaminergici, cioè che producono dopamina (la dopamina è nera, da qui il nome “nigra”).
Questi neuroni muoiono a causa dell’accumulo dei cosiddetti “corpi di Lewy”, cioè aggregati proteici costituiti in larghissima parte da α-sinucleina.
2) POCO DOPO: SINTOMI NON-MOTORI DEL PARKINSON
Si dà importanza ai cosiddetti “sintomi NON-motori” del Parkinson, quasi tutti mediati dal sistema nervoso autonomo (stitichezza e disturbi del sonno) e l’anosmia (incapacità di sentire gli odori). I sintomi NON-motori del Parkinson si manifestano anche più di 10 anni prima di quelli motori!
3) UN PASSAGGIO SCONTATO
Qualcuno scopre che l’α-sinucleina si accumula in altri gruppi di neuroni:
– Sistema nervoso enterico
– Nucleo motore dorsale del nervo vago
– Bulbo olfattivo
che hanno a che fare proprio con i sintomi NON-motori!
4) METTERE INSIEME I PEZZI
Qualcuno si pone la domanda “vuoi vedere che la degenerazione comincia in questi nuclei e poi va a finire nella substantia nigra?”
E così pare: molti studi, anche se non in maniera unanime, confermano questa scioccante ipotesi: l’accumulo di α-sinucleina comincia nei neuroni LONTANI dalla substantia nigra per poi estendersi ad essa, mediante la comunicazione trans-sinaptica: l’α-sinucleina può passare da un neurone all’altro e quindi arrivare alla substantia nigra (il sistema nervoso autonomo avrebbe un importante ruolo in questa fase).
LA “COLPA” È (COME AL SOLITO) DELL’AMBIENTE!
– Nervo vago e sistema nervoso enterico hanno a che fare con l’intestino
– Bulbo olfattivo ha a che fare con la mucosa nasale
Mucosa nasale e intestino si interfacciano con l’ambiente esterno (rispettivamente: aria e cibo… oltre che batteri e tossine). Gli autori suggeriscono che i fattori ambientali scatenano, sostengono e propagano la diffusione delle alterazioni cellulari che poi si manifestano clinicamente nel Parkinson. Si dà importanza al microbioma intestinale, al fumo, alle tossine in generale (insomma: le solite cose)
CONSIDERAZIONI
Siamo solo all’inizio. Serviranno tanti altri studi per confermare o smentire questa ipotesi. Questa vicenda, intanto mi conferma 3 pilastri concettuali:
– Nella scienza c’è ancora tanto da scoprire, quindi se non continui a studiare e non sei pronto a mettere in discussione quello che hai imparato, non puoi essere un uomo di scienza!
– Quando mettiamo insieme i pezzi della conoscenza, possiamo arrivare a conclusioni che cambiano del tutto il nostro punto di vista di come la realtà funzioni
– L’organismo è veramente un tutt’uno. Anzi, siamo un tutt’uno con l’ambiente.
Link articolo originale https://goo.gl/ePNvUN
______________________________________
A cura di Giandomenico D’Alessandro