Consigli di lettura: Ricerca e pratica – Andrew Taylor Still – Settima parte: il placebo nella pratica osteopatica di Still. 

Il placebo nella pratica osteopatica di Still.

 

Nel precedente articolo avevamo approcciato il tema placebo rapportato ai contenuti di ‘Ricerca e pratica’ di Still. Sempre in quell’articolo, avevo presentato i 4 punti che riassumono la questione (esponendo i punti 1 e 2)

 

  1. Still aveva già nella sua persona potenti e sinceri fattori non-specifici (o placebo)
  2. Still, talvolta, aumentava di proposito la presenza di fattori non-specifici (o placebo) col suo comportamento
  3. La pratica osteopatica di Still già aveva una ricchezza di fattori non-specifici (o placebo)
  4. Still ha chiaro in mente qual è la specificità osteopatica

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OSTEPATIA nella SCLEROSI MULTIPLA

Con questo articolo vorrei colmare una mancanza all’interno della rubrica Evidenze scientifiche. Mancavano i 3 studi (gli unici 3 studi finora pubblicati) che hanno indagato il potenziale contributo dell’osteopatia nella sclerosi multipla. Precisiamo: ci sono ancora tanti studi che devo analizzare, sintetizzare e spiegare ma questo “buco” nella suddetta rubrica andava colmato.

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SINTESI SEMPLICE DEL PENSIERO DI ANTONIO DAMASIO: PREPARAZIONE AI SUOI LIBRI – PARTE 2: i sentimenti

Nella parte zero abbiamo introdotto questa sintesi semplificata del pensiero di Antonio Damasio, spiegando il motivo che mi ha spinto a intraprendere questa piccola avventura. Avevamo visto che il programma sarebbe stato questo qui:

– I livelli della macchina omeostatica
– Cos’è un’emozione
– Cos’è un sentimento (che emerge da un’emozione)
– Il ruolo strategico dei sentimenti nella sopravvivenza
– Sentimenti “come se” o false rappresentazioni: una considerazione clinica

e nella parte 1 avevamo visto i primi due punti (quelli in arancione). Ecco una breve sintesi: ogni organismo preserva l’omeostasi grazie ad una più o meno complessa macchina omeostatica, fatta di vari livelli che diventa tanto più complessa, quanto più saliamo nella scala evolutiva. Quando siamo ad un bella “altezza” di questa scala, ecco che  compare il cervello, il principale “decisore” della macchina omeostatica. L’emozione non è altro che la rappresentazione degli stati corporei nelle mappe somatosensitive e motorie. L’emozione serve alla sopravvivenza proprio perché regola il mezzo interno in funzione di come sta il corpo. Avevamo anche riconosciuto nell’interocezione il sistema afferente corporeo più importante per la generazione dell’emozione.

Queste sono le domande a cui risponderemo in questo seconda parte.

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