Un pomeriggio in compagnia con gli atleti di ‘Eventi sportivi’

Quando Simone Lovascio di Eventi sportivi mi ha chiesto “Giando, ti va di venire un’oretta in sede per un incontro con i ragazzi?” io gli chiesto “stesse modalità dell’altra volta?”. Lui mi ha risposto “Si, scegli un argomento utile e spiegalo in maniera semplice”.

L’anno scorso avevamo fatto un incontro dal titolo “posture fantastiche e dove trovarle”. L’idea era quella di spiegare ai ragazzi e ai genitori presenti, alcuni concetti basilari relativi alla postura:
cos’è la postura
– quali danni comporta una “cattiva postura”
– quali sono i rischi dell’uso eccessivo dello smartphone per la cervicale (e non solo)
– quali stratagemmi utilizzare per cercare di “limitare i danni”

La prima slide della presentazione dell’anno precedente.

Dato che avevo trovato ragazzi attenti, partecipativi e curiosi, non ho esistato un attimo a rispondere “Si Simone, facciamo un altro incontro!” 

In questo secondo incontro abbiamo visto l’importanza di occhi e denti nella performance sportiva. Infatti questi ragazzi erano tutti atleti e nella pratica clinica ho notato che c’è solo un modo per fare in modo che uno sportivo segua i consigli: fargli capire che le indicazioni che gli dai migliorando la salute corporea, quindi l’efficienza corporea, migliora autoamente la prestazione sportiva! 

La prima slide della presentazione

Ho spiegato loro che in ogni sport è l’occhio che guida la mano: prima di calciare, prima di schivare un colpo, mentre si nuota seguendo i riferimenti visivi, prima di fare qualsiasi gesto, il cervello arriva prima con l’occhio e una volti tutti i calcoli ecco che arriva la mano (o il piede, o quello che volete). A noi sembra tutto veloce e rapido. Infatti è così: il nostro cervello è qualcosa di incredibile!


Riflettendo attentamente, possiamo notare che in QUALSIASI sport (e in ogni momento della vita) la vista è ciò che precede l’azione.

Dopo aver visto i vari difetti visivi, l’importanza di una buona correzione visiva e qualche esercizio oculare, siamo passati a parlare dell’importanza dell’occlusione.

Abbiamo compreso quanto l’occlusione influenzi la postura. Per farlo abbiamo fatto un test di Romberg modificato: uno dei genitori si è messo in piedi ad occhi chiusi, piedi vicini e denti non a contatto. Dopo qualche secondo in cui abbiamo visto che aveva un buon equilibrio, ho chiesto al volontario di far toccare i denti: ha cominciato a perdere l’equilibrio (infatti aveva un’importante malocclusione).

Ho presentato ai ragazzi questa slide estremamente semplice (anche se sappiamo che da un punto di vista scientifico le cose non sono così “matematiche”).

Ragazze e genitori sono stati partecipativi e curiosi, facendo alcune domande molto molto precise, segno che stavano interiorizzando l’argomento.

 

Che dire… anche questa seconda esperienza è risultata completamente positiva. Mi sto già chiedendo: nel prossimo incontro di che argomento potremmo parlare?

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A cura di Giandomenico D’Alessandro

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