Questa volta tocca direttamente a Andrew Taylor Still (padre fondatore dell’osteopatia) insegnarci qualcosa.
Nelle pagine della sua ultima opera ‘Ricerca e Pratica’ il “vecchio dottore” non ci ha lasciato soltanto l’essenza, o la ‘specificità’, osteopatica (vi racconterò gli elementi principali nell’imminente recensione di questo libro).
Egli ci dà un consiglio di più ampio respiro che ha a che fare con la relazione terapeutica, quindi, qualcosa di ‘non-specifico’ osteopatico, che possiamo chiamare placebo.
Quasi ogni frase ha a che fare con una parola che il mio fedele evidenziatore giallo ha illuminato.
Potete immagine la mia sorpresa nel leggere l’insistente ricorrenza della parola speranza pochi giorni dopo aver letto il libro di Benedetti ‘La speranza è un farmaco’ che vi ho recensito qualche giorno fa e che trovate qui.
Anche negli aspetti ‘non-specifici’ Still si è dimostrato un pioniere!
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A cura di Giandomenico D’Alessandro