Forse non ce ne siamo accorti, ma nella #medicina è in atto una vera e propria rivoluzione.
Una doppia rivoluzione: nello spirito e nei contenuti.
– Nello spirito perchè? Perchè è una medicina che non abbandona l’aspetto logico-filosofico dove consapevolezza, riflessione e dialettica la fanno da padrone.
– Nei contenuti perchè? Perchè è una medicina che cerca di cambiare se stessa attingendo alle nuove discipline scientifiche quali la teoria dei sistemi complessi e la fisica quantistica (quella vera, non l’imbarazzante deriva ‘new age’).
Mi piacerebbe rispondere alla domanda“Perchè non ce ne siamo accorti?” ma andrei fuori tema, ne parliamo un’altra volta. Adesso provo a recensire il (diciamolo subito) FANTASTICO libro di Sara Diani, giovane fisiatra e ricercatrice che ci fa letteralmente immergere in questa nuova medicina, battezzata ‘Medicina coerente’.
‘Coerente’.
Aggettivo bellissimo perchè trasversale: va dall’ambito morale a quello metodologico e, probabilmente meno noto, a quello fisico-scientifico (lo vediamo tra poco)
Il 1° capitolo esprime il punto di partenza e l’idea logico-filosofica alla base dell’impostazione del libro. Ogni capito successivo tratta un singolo tema che costituisce questo approccio che è a tutti gli effetti un modo di intendere la medicina e il medico (prima) e il paziente (poi).
Il 2° capitolo tratta del tema della #complessità. Tema super interessante che si apprezza meglio se si ha già un’infarinatura generale (nei commenti trovate alcuni suggerimenti di lettura per approcciarsi alla complessità). Ho scoperto cose mai trattate altrove, come il concetto di “dominio di linguaggio”, ossia il tipo di informazione che il sistema complesso può intelligere; la “variazione puntiforme al contorno”, che in osteopatia può essere il punto di contatto tra operatore e paziente o l’interazione tra lo stato attentivo dell’operatore e la dinamica fisiologica del paziente; mi è piaciuto molto il concetto di “attrattore comportamentale” (che richiama il concetto neurologico di “sensitizzazione”) che determina un “osservabile esterno”, il sintomo. E decine di altre cose, più e meno note
Il 3° capitolo tratta del modello di ‘salute-malattia’, in cui ho capito ancora meglio concetti già noti, come l’apprendimento euristico, la visione della malattia come risposta necessaria e concetti non conosciuti come l’idea che la cognizione (letteralmente, conoscenza) non sia solo neurale ma di tutto il corpo. Non avevo mai pensato all’incontro con l’antigene come, effettivamente, ad un fenomeno di conoscenza! In questo capitolo i parallelismi con l’osteopatia continuano alla grande. La cosa è risultata illuminante quando l’autrice distinugue la “disfunzione sistemica” dalla “disfunzione locale” e la mia mente è andata alla “sindrome di adattamento globale” e “generale” esposta dai colleghi in questo libro http://bit.ly/Ragionamento_clinico_osteopatic
4° e 5° capitoli sono legati tra loro perchè trattano del modello ‘corpo-cervello’ e del modello della coscienza. Questa è la parte meno innovativa perchè sono temi che si incontrano spesso in ambito medico, anche solo divulgativo. Mi è un po’ dispiaciuto notare l’assenza del concetto di interocezione (qui un libro a riguardo ➡ http://bit.ly/HowDoYouFeel_recenzione_libro) che tanto si presta sia ad inquadrare questi due modelli, sia a “dialogare” con altri autori riccamente presenti, invece, in bibliografia come ad esempio Antonio Damasio.
Non mi ha sorpreso il riferimento alla “nostra” #osteopatia quando Sara fa parla della necessità dell’approccio integrato.
il 6° capitolo tratta del modello fisico. Certamente il più arduo e il più pionieristico dato che si parla di ‘teoria quantistica dei campi’, ma ho ritrovato argomenti già noti come i ‘domini di coerenza dell’acqua’ del compianto Emilio Del Giudice (ecco il ‘coerente’ in ambito fisico-scientifico accennato sopra). Resta il capitolo più impegnativo.Tuttavia occore cominciare ad abituarsi a padroneggiare certi argomenti. Interessante la distinzione del duplice effetto del rimedio (qualunque esso sia) in grado di contenere sia informazioni ponderali che informazione pura. Degli effetti di quest’utlima sul “campo” paziente non sappiamo praticamente nulla.
La lettura è scorrevole? Non lo so: non ho mai letto più di mezza pagina in maniera continuativa tanto ero impegnato a “pasticciare” il libro con sottolineature, evidenziazioni, appunti e schemi. Posso dirvi che schemi e immagini facilitano molto la comprensione.
La presenza dell’autrice è sempre palpabile. Ho molto apprezzato la condivisione del suo incidente stradale che ha un po’ mescolato le carte in tavola: una parte personale e commovente aggiunge valore ad un saggio scientifico.
Che altro dire? La bibliografia è veramente ricca, inestimabile miniera di nuove informazioni.
Unica pecca: mi sarebbe piaciuto vedere molti esempi clinici e, dove impossibile, delle potenziali applicazioni pratiche.
Punti di forza:
▪ Sintesi di temi di frontiera applicati alla medicina
▪ Strutturata impostazione logico-filosofica
▪ Strutturato metodo (formale e contenutistico)
▪ Libro che si presa allo studio
▪ Ricca bibliografia
Punti di debolezza:
▪ Un maggior numero di esempi clinici avrebbero facilitato, nella mente del clinico, una traslazione mentale dalla teoria alla pratica
Il libro è acquistabile qui
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A cura di Giandomenico D’Alessandro