L’ESERCITAZIONE AUTONOMA ESTIVA degli STUDENTI ITALIANI di #OSTEOPATIA

“Gli studenti di #osteopatia si esercitano durante la pausa estiva?”
“Se sì, quanto?”
“Su quali test si esercitano maggiormente?”
“E su quali tecniche?”
“Ci sono individui particolari su cui fanno pratica?”
“Che condizioni cliniche incontrano più spesso?”
“Che differenza c’è tra gli studenti del tempo pieno (i cosiddeti ‘T1’) e quelli

del tempo parziale (i cosiddetti ‘T2’)?”
“Gli studenti reputano importante l’esercitazione autonoma estiva?”

Dopo aver letto lo studio di Pierce-Talsma sull’esercitazione autonoma degli studenti di osteopatia statunitensi, ci è venuta la curiosità di fare il punto della situazione anche sugli studenti di osteopatia italiani. Così il gruppo formato da Giacomo Consorti della #SIPEM (Società Italiana di Pedagogia Medica) e del #CERDO (Centre pour l’Etude, la Recherche et la Diffusion Osteopathiques)Francesco Cerritelli, presidente della COME Collaboration e il sottoscritto si è messo all’opera per progettare un sondaggio strutturato e protocollato che soddisfasse le nostre domande.
Domande che non erano soltanto delle semplici curiosità: si trattava di individuare eventuali debolezze e lacune nell’esercitazione autonoma degli studenti di osteopatia per poterle risolvere e quindi offrire al territorio italiano dei professionisti più preparati.

“Ma non basta il tirocinio fatto a scuola?”
No! Da un punto di vista pedagogico, il cosiddetto “self-directed learning” abbreviato in #SDL  che si estende nelle materie pratiche nel “self-directed practice” abbreviato in #SDP è un pilastro fondamentale della didattica e dell’apprendimento. In pratica si basa sulla capacità intrinseca dello studente di orientare e dirigere le risorse sulla base delle proprie necessità, giudicate autonomamente. Ovviamente questo metodo, non sostituisce il metodo “classico”, le lezioni frontali, gli esami e così via ma è un valido alleato pedagogico per migliorare l’apprendimento. In realtà,  quando studiamo per un esame comunque facciamo “self-directed learning” gestendo in autonomia i tempi e le modalità di studio e le risorse da cui attingere.

 

Questo studio ha richiesto quasi due anni dalla formazione del gruppo alla pubblicazione, avvenuta ieri, 7 Agosto sulla rivista ‘BMC Complementary and Alternative Medicine’ ed ora è a disposizione di chiunque voglia leggerlo, in particolare le scuole di osteopatia (proponiamo alcune soluzioni per risolvere determinati problemi che sono emersi) e gli studenti stessi che possono avere un punto di vista esterno a se stessi e quindi, in un certo senso, avere un momento di “aumentata consapevolezza” per quanto riguarda la loro attività di esercitazione autonoma estiva.

Il lavoro è stato duro? Ovviamente! Come ogni articolo cosiddetto scientifico si devono rispettare determinati standard sia in fase di progettazione, che in fase di scrittura dell’articolo vero e proprio. La fase più frustrante e allo stesso tempo più costruttiva (vanno spesso a braccetto le due cose, o è solo una mia sensazione?) è stata quella in cui abbiamo dovuto rivedere e aggiustare l’articolo sulla base dei suggerimenti ed osservazioni (molto utili a dire il vero) dei revisori del giornale.

È terminata una piccola avventura e occorre ringraziare tutti quelli che hanno contribuito.
Ringrazio Francesco che ci ha messo a disposizione la piattaforma online, che ci ha guidato nei momenti bui e alla sua fondazione COME Collaboration onlus per aver sostenuto i costi di pubblicazione (a proposito, grazie a questo generoso contributo l’articolo è free, quindi liberamente accessibile, il link è in fondo alla pagina). Grazie alle scuole che hanno partecipato e agli studenti che hanno risposto al sondaggio. Un grazie speciale va a Giacomo, compagno di infinite chiamate su skype avvenute in nottata o prima dell’alba e in giorni festivi. Lavorare con gente così preparata, competente e disponibile rende l’attività di ricerca molto stimolante. Fare ricerca significa rinunciare a praticamente tutto il resto per stare seduti di fronte al pc cercando di trovare delle risposte agli interrogativi attraverso un metodo rigoroso e scientifico. Spesso mi sono chiesto”ma chi me lo fa fare?” ma sapere che dall’altra parte dello schemo ci sarebbe stato Giacomo mi dava forza ed entusiasmo per continuare!

Anche dopo questa pubblicazione ho pensato “Ora basta, per 2 anni dico ‘stop’ alla ricerca”.
E invece no, speriamo di riuscire a pubblicare entro quest’anno almeno altri 3 articoli che sono in cantiere da troppi mesi ormai… Quali temi? Placebo (ovviamente) e poi… poi una sorpresa!

Keep going on!

Link articolo free http://bit.ly/Pratica_Autonoma_Estiva_Osteopati

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A cura di Giandomenico D’Alessandro

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