Già sapevamo che i #prematuri trattati osteopaticamente hanno una minore durata di degenza (qui trovate la sintesi di un altro studio http://bit.ly/OsteopatiaPrematurità1).
Alla domanda “perchè?” hanno contribuito a rispondere i colleghi milanesi di #SOMA Istituto Osteopatia Milano in questo studio di coorte retrospettivo (link in fondo all’aricolo) pubblicato su ‘Complementary Therapies in Medicine’.
Uno dei fattori che permette al neonatologo di dare
il ‘nulla osta’ affinchè il #neonato possa lasciare l’ospedale è la capacità dell’alimentazione orale autonoma. Ricordiamo la necessità dell’alimentazione enterale (cioè, tramite sondino) per questi bimbi che hanno un’immaturità dei sistemi deputati alla suzione e alla digestione. Gli autori, pertanto, si sono chiesti se l’osteopatia potesse aiutare il bimbo a raggiungere più velocemente l’autonomia dell’alimentazione orale, elemento che giustificherebbe la già documentata minore durata di degenza.
COME HANNO FATTO
Sono stati comparati i giorni occorsi per raggiungere l’autonomia nell’alimentazione orale tra:
– 35 neonati trattati osteopaticamente
– 35 neonati non trattati (gruppo controllo)
Ovviamente entrambi i gruppi proseguivano con le cure di routine.
I giorni erano calcolati contanto dal giorno della nascita fino al raggiungimento della completa autonomia nell’alimentazione orale.
RISULTATI
I prematuri trattati osteopaticamente hanno raggiunto l’autonomia nell’alimentazione orale autonoma 5 giorni prima dei neonati non trattati del gruppo di controllo, con un risultato statisticamente significativo. In particolare, il risultato si è dimostrato eccezionale per i prematuri con bassissimo peso alla nasciata, i quali (tra l’altro) avevano una durata di degenza significativamente minore (11 giorni) rispetto ai prematuri non trattati del gruppo di controllo.
Nessun effetto collaterale nel gruppo dei prematuri trattati osteopaticamente.
CONSIDERAZIONI
La premautirà ha un costo enorme in termini di:
– Salute del neonato, che vede la precoce sofferenza dei sistemi allostatici che si manifesterà ANCHE nell’età adulta.
– Salute della sua famiglia (provate a parlare con i genitori di un prematuro e vedrete come l’ansia, la paura, le aspettative sono tutte emozioni che pesano sulla salute degli stessi genitori)
– Spesa pubblica: le unità di terapia intensiva neonatale hanno costi esorbitanti che gravano sulla tasche di tutti noi.
Quindi, uno strumento
– non invasivo
– poco costoso
– senza effetti collaterali
in grado di ridurre la durata di degenza è un nostro grande alleato e, soprattutto, un grande alleato dei prematuri.
L’osteopatia è questo “magico” strumento (che di magico ha ben poco, se non l’abilità dell’#osteopata e la capacità del corpo di ripristinare la #fisiologia).
Questo studio è strategico in quanto ci rivela che uno dei modi con cui l’osteopatia è in grado di diminuire la durata di degenza dei prematuri è la velocizzazione nel raggiungimento dell’autonomia nell’alimentazione orale degli stessi.
Grazie per il prezioso contributo ai colleghi Luca Vismara, Andrea Tarantino, Andrea Manzotti, Simona Rocca e Erica Lombardi
Link articolo originale http://bit.ly/Vismara_2019_Prematurità_Alimentazione_Autonoma
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A cura di Giandomenico D’Alessandro