CASE REPORT: OSTEOPATIA in paziente pediatrico con DISFAGIA post intervento per ATRESIA ESOFAGEA e FISTOLA TRACHEO-ESOFAGEA

CASE REPORT: #OSTEOPATIA in paziente pediatrico con #DISFAGIA post intervento per ATRESIA ESOFAGEA e FISTOLA TRACHEO-ESOFAGEA

Ricerca osteopatica italiana sugli scudi! Dopo quello del contributo dell’empatia al miglioramento clinico 👉 http://bit.ly/Empatia_Osteopatia, ancora uno studio dei colleghi milanesi dell’Istituto Superiore di Osteopatia che pochi mesi fa hanno pubblicato questocase report (articolo free http://bit.ly/Osteopatia_Disfagia_Case_Report_Barni_2019) su ‘Case Report in Gastroenterology’.

 

IL CASO
Bimbo di 40 giorni operato chirurgicamente per atresia esofagea con fistola tracheo-esofagea (classicazione C secondo Gross; nell’immagine vedete l’anomalia anatomica in oggetto).
Il bimbo presentava, difficoltà nell’allattamento (soffocamento e vomito); irritabile, tosse canina, stridore espiratorio, difficoltà ad addormentarsi.

 

OSTEOPATIA 
La valutazione osteopatica evidenziava disfunzioni somatiche a livello di cervicale, coste, diaframma, ioide, trachea e il trattamento osteopatico era mirato a normalizzare le disfunzioni rinvenute. Sono stati effettuati 7 trattamenti osteopatici a distanza di 15 giorni.

 

MISURAZIONE
I sintomi disfagici sono stati valutati per mezzo della valutazione da 0 a 4 dei 10 elementi presenti nel ‘Pediatric Versione of the Eating Assessment Tool-10’. Al diminuire del punteggio corrisponde una diminuzione dei sintomi disfagici e rischio di soffocamento.

 

RISULTATI 
Punteggio prima seduta: 7
Punteggio ultima seduta: 1
Questo indica un miglioramento in seguito alle sedute osteopatiche. Da rimarcare che non ci sono stati effetti collaterali.

CONSIDERAZIONI

  1. Questo case report (il primo del genere) conferma le potenzialità del trattamento osteopatico, anche in un caso post-chirurgico molto particolare come quello appena presentato.
  2. Nella discussione, gli autori fanno giustamente riferimento alle modificazioni del sistema nervoso autonomo per spiegare i cambiamenti clinici. Sebbene si sia discussa la potenziale modifica mediata dai meccanorecettori fasciali, mi sarebbe piaciuto leggere qualche riga su un razionale che tenesse conto anche delle potenziali modifiche interocettive tissutali indotte dal trattamento osteopatico. Ricordiamo che il sistema nervoso autonomo modifica il suo funzionamento soprattutto sulla base delle informazioni interocettive e meno sulla base di quelle dei meccanorecettori del sistema somato-sensoriale A. A proposito, giovedi arriva la recensione di un libro sull’interocezione, anzi DEL libro sull’interocezione.

Complimenti e grazie ai colleghi Alice Barni, Dario Zecchillo, Stefano Uberti e Silvia Ratti!

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A cura di Giandomenico D’Alessandro

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