Consigli di lettura: Intelligenza sociale – Daniel Goleman

Premessa: prima di leggere questo libro, è consigliato leggere quest’altro libro  http://bit.ly/IntelligenzaEmotiva_Libro del quale “intelligenza sociale” ne rappresenta la naturale continuazione.
Infatti, se con “intelligenza emotiva” indichiamo

la capacità di riconoscere l’emozione che si sta sperimentando, permettendo di comprenderla, goderne e gestirla sia dentro di sè che nel rapporto con gli altri, è proprio nel rapporto con gli altri che l'”intelligenza sociale” si sofferma: un libro di “psicologia bipersonale”, è così che #Goleman stesso definisce il libro fin dalle prime pagine.

 
“Intelligenza sociale”, espressione coniata negli anni ’20 dallo psicologo #Thorndike, fa riferimento ai pensieri e ai comportamenti che sono alla base di relazione autentiche, costruttive e pro-attive. Applicabile ovunque ci siano altri esseri umani: dalla famiglia, agli amici, dai colleghi agli sconosciuti per strada. Sì, in tutti questi casi (dal “gradiente relazione” e “intimo” così variabile) ci sono alcuni principi di base che non cambiano e sono generalizzabili. Uno di questi principi (si dovrebbe dire “dimensioni”), forse il più importante, è l’#empatia.
Incredibile come alcune piccole modifiche nelle relazioni possano cambiare la mente e il comportamento altrui: ad esempio, esperimenti con i carcerati hanno messo in evidenza una sensibile riduzione delle recidive dopo l’uscita di prigione se i carcerati partecipavano a sessioni di allenamento dell’inteligenza sociale. Oppure, il miglioramento del rendimento di uno studente registrato dopo il cambio di comportamento di un suo docente.
Un concetto presente in maniera decisa in questo libro riguarda il “contagio emotivo”. Come un virus, anche un’emozione è contagiosa e di solito l’emozione passa dall’individuo che nella relazione ha una posizione di “dominio” (passatemi il termine) al subordinato. Cioè, ci contagiamo con un’emozione come con un virus! Non so, ma questa immagine mi ha fatto capire un sacco di cose, prima fra tutte quanto quella che potrebbe essere una mia emozione negativa (ad esempio, “paura”) faccia male non solo a me, ma a chi mi sta intorno!
 
Al pari del primo libro, anche in questo secondo best-seller, lo psicologo statunitense è una guida eccezionale per due motivi:
  1. Impostazione: ogni capitolo inizia “di botto” con una storia e i paragrafi sono farciti di storie. Questo alleggerisce di molto la lettura. Ma se tante sono le storie, tantissimi sono gli esperimenti e gli studi riportati. Questo conferisce solidità scientifica al libro stesso. Non mancano spezzoni dei dialoghi che l’autore ha avuto con diversi psicologi, esperti delle varie dimensioni dell’intelligenza sociale diverse citazioni, continui dialoghi con altri psicologi.
  2. Linguaggio e stile: il linguaggio è semplicissimo e le parti tecniche solo relegate nelle appendici finali. Questo permette ai lettori non esperti di non perdersi in aspetti potenzialmente “noiosi”. Per gli esperti, invece, la ricca bibliografia soddisferà ogni curiosità.
 
Se avete già letto “intelligenza emotiva”, sul serio: non avete motivi per non leggere “intelligenza sociale”!
 
Punti di forza:
Importanza dell’argomento e possibile risvolto pratico immediato
Impostazione, linguaggio e stile
Gran numero di storie e studi scientifici
 
Punti di debolezza:
Nessuno
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A cura di Giandomenico D’Alessandro

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