Le scoperte (e le considerazioni) riguardanti il fenomeno placebo sono per lo più fatte da ricercatori (e dai pensatori) medici, aventi una forma mentis farmaco-centrica. Diventa, pertanto, “trappolosa” (si può dire?) la traslazione di tali acquisizioni nel NOSTRO ambito manuale 💆♂ Me ne sono accorto in prima persona partecipando ad un corso di Benedetti (l’autore di questo libro) con il quale era praticamente impossibile
confrontarsi sul tema ‘placebo nella terapia manuale’: parliamo linguaggi diversi, ed è normale che sia così perchè la nostra conoscenza del mondo deriva da esperienze cliniche diverse.
“Sarebbe inutile leggere e studiare un libro come quello che ci stai proponendo” (penserete)… in realtà no! Per due motivi, uno generale (a) e uno specifico (b).
(a) In generale, dobbiamo sforzarci di prendere le scoperte fatte in ambito farmacologico e dobbiamo criticamente traslarle, NOI ‘clinici manuali’, nel NOSTRO ambito.
(b) Nello specifico QUESTO LIBRO trascende la divisione sopra esposta in quanto il tema centrale del libro è il punto di vista del paziente.
Benedetti parte (capitolo 1) da una visione che personalmente ho trovato calzante, una visione “omeostatica” del fenomeno di cura: il paziente cerca l’aiuto del medico per ripristinare la sua omeostasi e, perdonate il mio romanticismo, il medico diventa una continuità del paziente e dei suoi sistemi allostatici (vabbè, ne parliamo un’altra volta).
Questo punto di vista trova la sua spontanea continuità nel capitolo 3 che affronta il tema del ‘sentirsi malati’: cosa significa e cosa succede nel cervello del paziente.
[Unico appunto è che il capitolo 2 ‘nascita e sviluppo della medicina scientifica’ è “fuori tema” e si può tranquillamente saltare – glielo perdoniamo a Benedetti – ]
Il capitolo 4 ‘la ricerca del sollievo’, il capitolo 5 ‘l’incontro col terapeuta’ e il capitolo 6 ‘ricevere la terapia’ sono i CAPOLAVORI di questa piccola opera (anche per la modalità di trasmissione dei concetti). Non vi posso dire nulla a riguardo: non sarei in grado qui e in poche parole, ma vi posso assicurare che rimarrete piacevolmente sorpresi e il vostro senso critico clinico ne risulterà aumentato!
Non è un libro elementare ed introduttivo come questo http://bit.ly/Benedetti_Placebo_1 , ma non è nemmeno un libro difficile, e può essere facilmente letto sebbene vengano utilizzati (evviva!) impostazione e lessico neuroscientifici. Inoltre Benedetti ha una completa consapevolzza di tutti i pezzi che compongono il puzzle ‘placebo’, infatti la chiara organizzazione dei capitoli riflette la chiarezza mentale che l’autore ha del ‘main topic’ in questione.
Ah, le immagini e gli schemi sono un altro punto forte di questo testo. Inutile dire che la comprensione del contenuto ne risulta molto facilitata!
Punti di forza:
▪ Tema centrale in ambito clinico scritto da un esperto mondiale dell’argomento
▪ Punto di vista del paziente
▪ Linguaggio e impostazione tecnici ma non pesanti
▪ Presenza di immagini e schemi
Punti di debolezza:
▪ Perdita di continuità del ‘main topic’ a causa del capitolo 2 “fuori tema”
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A cura di Giandomenico D’Alessandro
A cura di Giandomenico D’Alessandro