VS Ramachandran è uno che non ha bisogno di troppe presentazioni. Professore di neuroscienze e psicologia all’università della California di San Diego, per intenderci è il tizio che ha inventato quell’ingegnoso sistema di specchi per alleviare la sofferenza del “dolore dell’arto fantasma”. Quest’ultima è una particolarissima situazione clinica in cui il paziente soffre di atroci dolori all’arto che gli era stato precedentemente amputato! Come è possibile? Il tuttoè spiegato nel primo capitolo di questo libro tanto leggero quanto scorrevole.
Si tratta più precisamente di un riarrangiamento delle ‘Reith Lectures’ che “Rama” è stato invitato a tenere nel 2003 e, un po’ per questo, un po’ per lo stile di Ramachandran, leggendo questo libro non si avverte alcuna distanza con l’autore che ben conosce l’arte della divulgazione (cosa che si può notare godendosi qualcuno dei suoi talk sul web)
Il secondo capitolo tratta il sempre affascinante tema della visione e di quanto quest’ultima è influenzata dai priming sensoriali e mnestici. Il terzo e il quarto capitolo esplorano, rispettivamente, il cervello artistico e la sinestesia. Degna di nota l’esplorazione del tema della neuroestetica. Il libro si chiude con la neurofilosofia, argomento che “Rama” conosce bene in quanto la prima che ha utilizzato il termine “neurofilosofia” è stata Patricia Churchland, ricercatrice che lavora nella stessa università di Ramachandran! Qui trovate un libro completamente dedicato alla neurofilosofia scritto proprio dalla Churchland https://goo.gl/jjrJB2
Il libro è molto breve ma le sezioni ‘glossario’ e ‘note’ sono molto ricche, aggiungendo elementi utili e curiosi. Un libro sicuramente consigliato ai curiosi che non sanno nulla di cervello, mentre per quelli “del mestiere” questo libro apparirà imprevedibile solo per l’originalità dell’autore.
Punti di forza:
– Brevità e scorrevolezza
– Temi interessanti
Punti di debolezza:
– Libro leggermente datato
– Libro adatto per lo più ai neofiti
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A cura di Giandomenico D’Alessandro