CYNEFIN FRAMEWORK IN #OSTEOPATIA: UNA PROPOSTA ITALIANA

Finalmente ho avuto il tempo di studiare l’articolo pubblicato poche settimane fa dai colleghi Christian Lunghi e Francesca Baroni su ‘The Journal of American Osteopathic Association’ (link in fondo alla pagina). Gli autori propongono l’utilizzo del cosiddetto ‘Cynefin Framework’ in ambito osteopatico. Vediamo di che si tratta
 
Cos’è il ‘Cynefin Framework’?
Nato nell’ambito gestionale, il Cynefin Framework è modello concettuale che

guida il processo decisionale classificando i fenomeni in 4 + 1 domini, ognuno dei quali prevede un certo comportamento da parte del decisore.

 
Quali sono i domini del cynefin framework e come si applicano in osteopatia?
  1. DOMINIO SEMPLICE: causa ed effetto sono in relazione lineare e prevedibile. L’azione dell’operatore si riassume nel paradigma “percepire, categorizzare e rispondere”. L’evidence ha un ruolo centrale e i test permettono facilmente di confermare o rifiutare la diagnosi osteopatica.
  2. DOMINIO COMPLICATO: relazione causa-effetto non è ancora chiara. La situazione necessita di giudizio ed esperienza perchè non è possibile ricondurre il fenomeno ad una categoria ben precisa. L’operatore risponde dopo aver percepito ed analizzato. Secondi gli autori, qui rientrano quei pazienti con scarsa motivazione quindi poco capaci di fare la loro parte, impedendo la possibilità di innescare una cura di tipo adattativo.
    Questi primi due domini richiedono un approccio ANALITICO, necessitando di un ragionamento ipotetico-deduttivo.
  3. DOMINIO COMPLESSO: la relazione causa-effetto sfugge alla comprensione: solo in seguito si può leggere la situazione, soprattutto sulla base della narrazione e dei comportamenti disfunzionali. L’operatore dapprima fa delle ipotesi, in seguito risponde sulla base della percezione. Questo è il dominio dell’approccio adattativo alla salute: ruolo dell’operatore e ruolo del paziente sono ben definiti.
  4. DOMINIO CAOTICO: cause ed effetti non conosciuti. L’operatore deve “agire, percepire e rispondere” per far emergere uno schema conosciuto. Gli autori fanno riferimento all’uso del tocco interocettivo e agli esercizi terapeutici. L’idea è quella di “scuotere” dolcemente il sistema-paziente invitandolo a riorganizzarsi: questo potrebbe “spostare” il paziente in un altro dominio,più facilmente approcciabile.
    Questi altri due domini, richiedono un approccio INTUITIVO basato sul riconoscimento di schemi già noti.
  5. DISORDINE: impossibilità di collocare il fenomeno in uno dei precedenti domini. Possibile il rimando ad altri specialisti.
Perchè portare il ‘cynefin framework’ in osteopatia?
Perchè rappresenta uno strumento mentale che ci aiuta nell’orientamento clinico in cui complessità e incertezza sono aspetti centrali. L’esperienza dà certamente il contributo maggiore alla capacità di prendere le decisioni, ma avere degli strumenti cognitivi, per mezzo della categorizzazione, facilita il processo di comprensione della realtà clinica.
 

Oltre al suo utilizzo privato, il ‘cynefin framework’ potrebbe essere uno degli strumenti chiave per facilitare il dialogo all’interno della comunità osteopatica, ancora troppo eterogenea sia nel linguaggio che nella metodologia. Il ‘cynefin framework’, lo ricordo, è stato presentato la prima volta dagli stessi autori nel libro “Il ragionamento clinico osteopatico” del quale qui  http://bit.ly/Ragionamento_clinico_osteopatico trovate una recensione!

Link articolo orginale  http://bit.ly/Cynefin_framework_Lunghi_2019

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A cura di Giandomenico D’Alessandro

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