Consigli di lettura: Dove si nasconde la salute – Hans-Georg Gadamer

 

L’uomo ha da sempre studiato le malattie. Il tempo “speso con le malattie” permette alla medicina di fare passi avanti (basti guardare ai progressi della medicina negli ultimi 30 anni!). Peccato che quasi nessuno abbia mai riflettuto sulla salute. In effetti, perché impegnare energie mentali in qualcosa che non dà problemi? Cosa diavolo ci sarebbe di utile nel ragionare sulla salute? Ma ne siamo proprio sicuri?

 

Ho consigliato questo libro ad un giovane filosofo e mi è venuta

voglia di rileggerlo. Gadamer, filosofo che ha spinto l’ermeneutica ai suoi estremi, ci racconta il suo punto di vista su alcune questione dell’ambito medico. Importante sapere che Gadamer è molto aperto alle medicine complementari, quindi ha familiarità con l’approccio olistico.
Non si parla solo di salute, anzi, ci si arriva (tardi) passando per altri punti (è centrale, ad esempio, la figura del medico come anche il dialogo tra medico e paziente). Si può, ad ogni modo, ritrovare un ‘filone di pensiero’ che riassumerei in questo modo:
– Il medico è più simile ad un artista che ad uno scienziato
– Egli parte da leggi generali da applicare al meglio nel particolare
– Il medico si differenzia dagli altri artisti in quanto non ‘crea’ nulla, ma ‘ripristina‘ qualcosa (la salute)
– Il ripristino della salute porta il medico e la medicina ad essere inutili in quanto il paziente non ha più bisogno della medicina
– La salute non è misurabile con i metodi classici, ossia dall’esterno, in quanto è adeguata a se stessa internamente.

 

Libro leggibile anche a chi non è abituato alla lettura di materia filosofica, ma i punti deboli (sotto descritti) possono “snervare” il lettore che abbia una mente proiettata alla pratica clinica. Ho molto apprezzato i continui riferimenti ai filosofi del passato (Platone soprattutto) e alcuni aneddoti di grandi medici che Gadamer ha conosciuto di persona.

 

Rileggere “Dove si nasconde la salute?” mi ha permesso di rivedere il mio giudizio su questo libro. Ho infatti notato le 3 debolezze che non avevo colto alla prima lettura:
1 – Il libro è una raccolta di 13 lezioni che che Gadamer ha tenuto nel corso della sua vita. Pertanto il libro non è organico e il discorso (internamente coerente) presenta alcune noiose ripetizioni. In questo libro non ci si immerge come in quei libri che presentano una ipnotica continuità.
2-  A volte è estremamente teorico. Sono sempre convinto che la riflessione filosofica è un “pro” in tutto, ma in questo ambito sarebbe meglio che a parlare sia un ‘medico’ (o più in generale, un ‘clinico’) con spiccate doti riflessive. Il punto di vista di un teorico e non addetto ai lavori, rende sterili alcuni passaggi e fini a se stessi. La prova sta nella totale assenza di riferimenti clinici. Questo ad un clinico può pesare molto.
3 – La definizione di salute è incredibilmente aleatoria e astratta. Attenzione, è chiaro che bisogna forzare la mano per riportare all’intuito “infantile” il medico classico troppo “inquadrato” nei sistemi nosologici e nella visione malattia-centrica (infatti per ora resta il libro che regalerei a chi si laurea in medicina). Tuttavia, dire che “la salute non si può misurare perché è intrinsecamente adeguata a se stessa” non mi convince.  Anzi, dobbiamo muoverci per misurare la salute.

 

Punti di forza:
 Riflessione su temi poco esplorati
 Leggibile anche da chi non è abituato alla “lettura filosofica”

 

Punti di debolezza:
 Mancanza di continuità
 Eccessivamente teorico
 Il tema della salute riceve poco spazio ed è poco definito

 

Clicca qui per comprare questo libro!

______________________________________
A cura di Giandomenico D’Alessandro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.