La sensitizzazione, questa sconosciuta (Episodio bonus)

Osteopatia nel dolore cronico?

 

 

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Che ruolo ha l’osteopatia in condizioni di dolore spontaneo nel dolore cronico?

 

L’osteopatia, per il fatto che è una medicina di terreno, è in una posizione di vantaggio.

 

 

Paziente con dolore spontaneo all’interno di una condizione di dolore cronico. Sono già state escluse le red flags al trattamento osteopatico. Io come osteopata per poter interagire con la fisiologia di quel paziente per poterla ovviamente migliorare, non ho bisogno della positività dei test diagnostici (che in caso di dolore cronico abbiamo detto possono essere negativi ed è questo che mette in difficoltà l’approccio medico standard).

 

 

Non ho bisogno della positività dei test diagnostici non perché io vivo in un mondo tutto mio, ma perché come osteopata, ho la semeiotica osteopatica che è il mio sistema di riferimento che mi guida nell’interazione con quel sistema paziente. In maniera grossolana e approssimativa il nostro sistema di riferimento si basa su un approccio che può andare (sia diagnosticamente che terapeuticamente) dall’approccio alla disfunzione somatica al neutro globale del paziente. Non fa differenza, il concetto è lo stesso.

 

 

Il punto che vorrei evidenziare, e che rappresenta la squisitezza osteopatica è il seguente:

 

 

la lettura della fisiologia del paziente è indipendente da positività diagnostiche mediche standard (potrei pensare di usare altri parametri, come l’HRV ma questo è un altro discorso).

 

 

Quindi, praticamente parlando, fin quando ci saranno disfunzioni da cui io posso partire o un neutro corporeo globale che io posso sostenere e aiutare ad incrementare io posso pensare di dare il mio contributo come osteopata (un altro problema riguarderebbe l’aspetto tecnico-procedurale: cosa trattare, come trattare, con quale frequenza o perché no le implicazioni economiche.. ma questi sono altri argomenti).

 

 

Il problema reale sarebbe quando anche alla mia lettura osteopatica non vi sono disfunzioni o il neutro è perfetto così com’è e toccandolo potrei solo peggiorarlo. In quel caso mi spaventerei perché veramente mi troverei di fronte ad una fenomenologia clinica schizofrenica: dolore e negatività alla diagnosi osteopatica.

 

 

Ma la negatività alla diagnosi osteopatica, non mi è mai capitata, nemmeno con soggetti giovani e asintomatici.

 

 

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