TOCCO DINAMICO E FISIOLOGIA DEL NEONATO PREMATURO

Siamo programmati per toccare dolcemente i neonati con coccole, carezze e grattini. Il motivo è biologicamente molto importante: il tocco delicato riduce la cosiddetta ‘attivazione fisiologica’ (riduzione attività vegetativa) e facilita la maturazione dei sistemi endocrino e vegetativo. Quanto può essere importante questo nel #neonato #prematuro che ha sia una aumento dell’attivazione fisiologica che uno ‘svantaggio’ nella maturazione di tali importanti sistemi fisiologici?

 

PREMESSA
– Già si sapeva che per ottenere quei benefici il tocco deve essere effettuato con determinate caratteristiche fisiche di velocità, pressione e temperatura per attivare le fibre C tattili: questo prende il nome di ‘tocco affettivo’. Altre caratteristiche fisiche attivano altri recettori e altre fibre che non inducono questi benefici.
–  È possibile che, sempre restando all’interno del ‘tocco affettivo’, che quello ‘dinamico’ sia più adatto di quello ‘statico’ per ridurre l’attivazione fisiologica nel neonato prematuro?

A questa domanda ha risposto questo studio (link in fondo alla pagina) pubblicato su ‘Developmental Cognitive Neuroscience’ da un fantastico gruppo formato dai colleghi osteopati Andrea Manzotti, Francesco Cerritelli, Jorge Esteves, Erica Lombardi, Simona La Rocca e personaggi di prim’ordine nell’ambito neuroscientifico, psicologico, comportamentale e, ovviamente, neonatologico.

 

COME HANNO FATTO
92 neonati prematuri (33±4 settimane di gestazione) del reparto di terapia intensiva neonatale del Buzzi di Milano, sono stati divisi in due gruppi di intervento:
– Gruppo ‘tocco dinamico’: per 5 minuti gli operatori toccano il dorso del neonato con una pressione di 0.03 newton e alla velocità di 3 centimentri al secondo
– Gruppo ‘tocco statico’: per 5 minuti gli operatori mantengono il contatto con il dorso del neonato con una pressione di 0.03 newton senza alcun movimento.

 

MISURAZIONI e PROCEDURA
Per mezzo di pulsossimetro (o saturimetro) posizionato sul piede destro, sono stati valutati:
– Frequenza cardiaca
– Ossigenazione

Sono state fatte 3 misurazioni per ogni neonato:
– 5 minuti prima dell’intervento
– 5 minuti durante l’intervento
– 5 minuti dopo l’intervento

 

RISULTATI
Il gruppo del tocco dinamico ha mostrato una riduzione della frequenza cardiaca e un aumento dell’ossigenazione statisticamente significativa rispetto al gruppo del tocco statico. Questa differenza si è registrata sia durante i 5 minuti dell’intervento che nei 5 minuti successivi.

 

CONSIDERAZIONI

  1. Studio importantissimo perchè aggiunge un tassello per quanto riguarda la possibilità di influenzare positivamente quei sistemi fisiologici che SONO la SALUTE, ovvero gestiscono la capacità allostatica e quindi l’omeostasi! Questo studio apre le porte a nuove strategie di cura del neonato prematuro, che diventerebbe un investimento per la salute dell’adulto!
  2. Vi è un’implicazione “nascosta” in questo studio per quanto riguarda l’#osteopatia e, nello specifico, l’utilizzo di un adeguato #placebo da utilizzare negli studi di osteopatia. Riprenderemo questa riflessione in futuro…
  3. Nota di merito metodologica: la fase di training degli operatori che hanno utilizzato un dispositivo per “imparare” la giusta velocità da applicare.
  4. Riconoscendo l’oggettiva difficoltà di condurre uno studio su soggetti delicati come i #neonati #prematuri  e in un ambiente così particolare come l’unità di terapia intensiva neonatale, un sentito grazie a tutto il gruppo di ricerca!

 

Link articolo originale http://bit.ly/Manzotti_2019_ToccoDinamico_Prematurità

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A cura di Giandomenico D’Alessandro

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