Consigli di lettura: Emozione e coscienza – Antonio Damasio

 

Solo DOPO aver letto “L’errore di Cartesio” (http://bit.ly/ErroreCartesio_Damasio) possiamo passare al secondo libro della tetralogia di Antonio Damasio. In questa “seconda fatica”, il neuropsicologo dell’Università della California continua l’esplorazione del tema dell’emozione intesa come fenomeno cerebrale di origine corporea. Il punto di arrivo èla #coscienza, uno dei più grandi misteri delle #neuroscienze (oltre che di tutta la tradizione filosofica).

 

Ma che c’entra l’emozione come fenomeno emergente dal #corpo con la coscienza? Perchè, secondo Damasio, la coscienza è un particolare tipo di #sentimento, che a sua volta è una rappresentazione consapevole dello stato corporeo (leggi, ‘stato emotivo’). La coscienza, esiste solo in virtù del servizio che essa fornisce al corpo: aumenta le possibilità di sopravvivenza di chi “la possiede”. In effetti che senso evoluzionistico avrebbe la coscienza (e il #cervello) se non quella di essere un’ulteriore arma nel gioco dell’evoluzione? La coscienza (per usare le sue parole) “amplifica l’impatto dei sentimenti nella mente”, permettendo una migliore manipolazione delle immagini corporee e un’ottimale pianificazione. I comportamenti, dunque, diventano più adatti alla sopravvivenza.

 

La coscienza, ovvero “la consapevolezza che un organismo ha di se stesso e di ciò che lo circonda” ha, dunque, un fine omeostatico e questa tesi è super-convincente. Non solo per il continuo riferimento all’evidenza scientifica e alla critica intepretazione e applicazione di quell’evidenza. Tra le tante teorie della coscienza, quella di Damasio ha il punto forte nell’approccio bottom-up (cioè che parte dal corpo), nella necessaria spiegazione biologico-evoluzionistica e, non da poco, ha una logica interna elegante e coerente. La struttura, infatti, ricalca la gerarchia del ‘proto-sè’, del ‘sè nucleare’ e ‘sè autobiografico’ presentato nel primo libro. Qui l’autore sviluppa ogni livello psicologico analizzando i sustrati neurali: ad un primo livello abbiamo la ‘coscienza nucleare’, dopo la ‘coscienza estesa’ che si organizza su più livelli ed è in quest’ultima che “il passato e il futuro previsti vengono percepiti insieme al qui e ora”. Solo questa è tipica umana e si serve dell’aggiunta del linguaggio, della memoria e della ragione.

Insomma, si parte dai “dispositivi cerebrali il cui compito principale è la gestione automatica della vita dell’organismo” e si arriva (come in un romanzo) “al fatto privato” della coscienza che, secondo Damasio, è solo una parte della mente.
Se vi interessa il tema, il libro si legge con molto piacere grazie all’interposizione di casi clinici neurologici descritti in modo quasi teatrale e uno stile di scrittura lineare. Si procede per piccoli passi, con la frequente e utile ripetizione dei concetti che costituiscono il corpo centrale di questa visione altamente scientifica della coscienza della quale, personalmente, sono un entusiasta sostenitore.

Punti di forza:
 Tesi sulla coscienza di stampo francamente biologico-evoluzionistico
 Semplicità e linearità nell’esposizione di temi complessi

Punti di debolezza:
Nessuno.

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A cura di Giandomenico D’Alessandro

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