HOW DO YOU FEEL?
Del libro “How do you feel?” di Craig purtroppo non esiste ancora la versione in italiano. La traduzione del titolo di questo libro molto speciale sarebbe “Come ti senti?” o il più caloroso e colloquiale “Come stai?” . Questo libro tratta dell’interocezione da ogni angolatura.
Ma che cos’è l’interocezione?
Di tutte le informazioni che il corpo invia al sistema nervoso centrale, quelle termiche, chimiche, energetiche e infiammatorie sono particolarmente
importanti e, dato che hanno alcune caratteristiche che le accumuna, ci si riferisce loro con il termine ‘interocezione’. Quindi, l’interocezione è “semplicemente” lo stato corporeo, istante dopo istante. In una parola (usata nell’accezione fisico-chimico-biologica e non nutrizionale): metabolismo, ovvero l’essenza della vita a livello cellulare che macroscopicamente determina la vita per come la intendiamo.
Queste informazioni del tessuto vivente/metabolico sono talmente importanti che vengono trasmesse al sistema nervoso centrale in maniera continuativa ed ininterrotta, e questo report costante (“on-going”, come lo definisce Craig) avviene grazie alle cosiddette fibre c che seppure lente a causa della mancanza di mielinizzazione, sono instancabili nell’aggiornare il cervello dello stato corporeo.
Non esiste angolo del corpo
che non sia raggiunto dalle fibre c.
Ma perchè il cervello è così avido di informazioni interocettive? Perchè, orchestrando parti corporee lontane fra loro, il cervello deve produrre la migliore risposta per far comportare “a dovere” i sistemi allostatici al fine di mantenere l’omeostasi. E l’interocezione è l’informatore principale dell’omeostasi, la ‘conditio sine qua non’ per la vita.
IL LIBRO
L’autore AD Craig affronta tutto questo nella prima parte, spiegando puntigliosamente la base corporea e neuroanatomica dell’interocezione. Via via che l’autore descrive quello che accade nelle stazioni superiori del nevrasse le faccende si fanno ancora più interessanti. Infatti, a questo punto si comprende che l’interocezione è il substrato neurale di fenomeni quali le emozioni, i sentimenti e la coscienza. Tutto ciò è affrontato nella seconda parte del libro, dove non a caso, viene spesso citato Antonio Damasio e i suoi fantastici lavori su questi temi (qui trovate la recensione del libro-chiave di Damasio http://bit.ly/ErroreCartesio_Damasio).
Ecco perchè quel titolo “How do you feel?”: per rispondere a questa domanda dobbiamo portare (automaticamente, fulmineamente e spesso inconsapevolmente) la nostra attenzione al nostro corpo, accedendo alla cosiddetta “consapevolezza interocettiva” e diamo una risposta basata sull’integrazione delle informazioni corporee con quelle del passato, dello stato psicologico attuale e del tratto psicologico che ci contraddistingue maggiormente.
Facile intuire che tutto questo sia fondamentale in ambito clinico, ambito nel quale “How do you feel?” è la domanda centrale. Centrale è anche il dolore, elemento neuropsicologico che ricade (guarda un po’) nel “mondo” interocettivo, per questo conoscere l’interocezione è di fondamentale importanza per qualsiasi clinico.
Mossi da tutto ciò, nel 2016 abbiamo scritto un articolo che introduce, per la prima volta seguendo la metodologia e la prassi scientifiche, il costrutto interocettivo in osteopatia:
- articolo originale http://bit.ly/Sensitization_Interoception_Osteopathy
- traduzione in italiano http://bit.ly/Sensitizzazione_Interocezione_Osteopatia
L’AUTORE
Craig, in origine matematico e con laurea in medicina honoris causa, è un neuroanatomista funzionale con decine e decine di articoli scientifici alle spalle. Aspettatevi, quindi, un libro dall’impostazione accademica rigorosissima. Troverete riferimento a centinaia di articoli scientifici accompagnati da molte figure. L’alta specificità del topic e il lessico specialistico rendono l’inglese un elemento di difficoltà secondario.
Tuttavia, elemento presente fin dall’introduzione, Craig si rivolge sovente
al lettore e aggiunge qualcosa della propria esperienza (cose normalmente assenti nei libri tecnico-specialistici). Ad esempio, mi è rimasto impresso l’aneddoto di quando nel 2000 scopre, grazie ad un visitor del suo laboratorio, dell’esistenza di un articolo del 1990 di Precthl e Powley che avrebbe dato un’accellerata al suo lavoro.
Punti di forza:
▪ Il libro più completo sull’argomento ‘interocezione’
▪ Altissimo rigore scientifico
▪ Schemi, disegni e grafici (anche a colori!)
Punti di debolezza:
▪ Necessaria una conoscenza neurofisiologica di base
▪ Libro in inglese
Questo libro “must” è possibile acquistarlo qui
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A cura di Giandomenico D’Alessandro