In questo recentissimo lavoro (link alla fine dell’articolo), i ricercatori inglesi della Keele University, hanno indagato l’eventuale influenza dello stato matrimoniale sull’incidenza e prognosi delle patologie cardiovascolari
COME HANNO FATTO
Si tratta di una revisione sistematica con meta-analisi, quindi molto robusta metodologicamente dato che si basa sull’accorpamento di precedenti lavori presenti in letteratura (34 studi su 225) pubblicati dal 1963 al 2015.
– 2 milioni di persone tra i 42 e 77 anni (europei, americani e asiatici) sono stati divisi in due gruppi:
– SPOSATI
– NON SPOSATI (mai sposati, divorziati, vedovi/e)
RISULTATI
I soggetti NON SPOSATI rispetto a quelli SPOSATI hanno un rischio maggiore
🔸 del 42% di sviluppare malattie cardiovascolari
🔸 del 42% di morte per malattie coronariche e 55% di infarto.
Nello specifico, il divorzio sembra essere associato ad un rischio maggiore del 35% di sviluppare patologie cardiache.
CONSIDERAZIONI
Sebbene questo sia il più grande studio nel suo genere disponibile al momento, diverse considerazioni vanno fatte:
– Studi precedenti hanno dato risultati controversi
– Diverse variabili non sono state tenute in considerazione (qualità del matrimonio, la non chiara considerazione della convivenza)
– Resta da capire, suggeriscono gli autori, se il fattore “matrimonio” è un marker surrogato di comportamenti che legati alla salute e/o di profili legati al rischio cardiovascolare o se deve essere considerato un fattore di rischio a sé stante.
Link articolo originale https://goo.gl/PkVX62
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A cura di Giandomenico D’Alessandro