Ancora uno studio italiano (link alla fine dell’articolo), pubblicato su JAOA dal gruppo in cui figurano i colleghi Marco Tramontano e Francesco Mommo. Si tratta di un trial randomizzato, crossover*** a tre bracci che ha studiato l’influenza del trattamento osteopatico
sulla plasticità corticale motoria
COME HANNO FATTO
1) Prima fase: test dell’eccitabilità corticale motoria per mezzo del protocollo PAS
2) Seconda fase: esecuzione dei trattamenti previsti:
– Trattamento osteopatico reale
– Trattamento osteopatico finto
– Stretching posturale globale
3) Terza fase: nuovo test dell’eccitabilità corticale motoria
***lo studio è un crossover, vuol dire che ognuno dei 12 soggetti ha ricevuto tutti gli interventi = in altre parole è come se ogni braccio di studio avesse ciascuno 12 soggetti.
RISULTATI
A distanza di 15 minuti dalla fine di ogni intervento si è potuto apprezzare un aumento dei potenziali evocati motori, cosa che non si verificava con gli altri due interventi.
CONSIDERAZIONI
– Studio non facile da eseguire in termini di attrezzature e protocolli. Da notare l’utilizzo del trattamento black box (quindi non deciso a priori ma basato sulle disfunzioni riscontrate dall’osteopata su ogni singolo soggetto)
– Gli autori teorizzano che sia aumentata l’integrazione senso-motoria a livello della corteccia motoria (il celebre homunculus motorio) e quindi una facilitazione della trasmissione sinaptica cortico-spinale.
CONSIDERAZIONE PERSONALE
Ci sono altri studi che confermano questo risultato (Dishman_2002, Haavik-Taylor_2007, Davenport_2013), ma altri studi che non rilevano alcun cambiamento del’eccitabilità corticale (Grindstaff_2014) e altri studi che trovano l’esatto opposto, ossia una riduzione del’eccitabilità corticale (Fryer_2011, Fryer_2013). Curiosamente in uno stesso studio (Fisher_2016) gli autori hanno riscontrato che la mobilizzazione diminuisce l’eccitabilità corticale, mentre la manipolazione (thrust) la aumenta!
Fermo restando che si tratta di studi di difficile esecuzione, ad alto rischio di artefatti procedurali, che utilizzano strumentazioni e analisi differenti, che valutano l’outcome in tempi diversi e che non sempre viene utilizzato il riflesso di Hoffman per avere informazioni sull’attività isolata del motoneurone spinale, questo è un argomento molto importante per capire come l’osteopatia (e tutte le medicine manuali) possano agire. Studiando i vari articoli sono rimasto stupito del fatto che tutti gli autori si focalizzassero quasi esclusivamente sull’aspetto sensomotorio propriocettivo-somatomotor
Proprio per invitare la comunità scientifica a tenere in considerazione aspetti fin’ora troppo poco considerati, mi sono permesso di fare una considerazione personale consapevolmente “estremista”.
Il cambiamento registrato può non essere dipendente da modificazioni della corteccia motoria
Altre zone possono aver INTERFERITO con l’elemento finale (il motoneurone spinale) della via neuronale (in rosso) che il protocollo PAS ha testato (ma in realtà con tutti i protocolli di indagine degli studi sopra menzionati). Faccio riferimento alla possibilità che le afferenze tissutali possano aver modificato i motoneuroni alfa sia direttamente [frecce verdi corte intraspinali], sia indirettamente andando a modificare il tronco dell’encefalo che è il principale modulatore [freccia verde lunga] dell’attività spinale.
Come si spiegherebbe la latenza di 15 minuti se non si tiene in considerazione la plasticità corticale motoria?
– La plasticità è una proprietà di tutto il nevrasse, non solo corticale
– Occorre un certo tempo affinché avvengano i cambiamenti biologici tissutali e affinchè questi vengano “condotti” nel SNC. Inoltre l’interocezione e il SNA (quest’ultimo puntualmente menzionato dagli autori) hanno una certa “lentezza” di trasmissione ed elaborazione.
Concludendo, questo studio è un grande regalo scientifico che aggiunge un mattoncino all’edificio dell’evidenza scientifica osteopatica… facciamo in modo che diventi un entusiasmante punto di partenza per “continuare a scavare”
Link articolo originale https://goo.gl/KmtMgB
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A cura di Giandomenico D’Alessandro